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Cska Mosca-Roma, Di Francesco: "Dobbiamo chiudere le partite"

Il tecnico nel post-partita: "Voglio di più dalla mia squadra, non dobbiamo scherzare troppo. Con la Sampdoria cambierò qualcosa per avere forze fresche"

PUBBLICATO DA La Redazione
07 Novembre 2018 - 21:30

Eusebio Di Francesco ha parlato al termine della gara vinta dalla Roma per 2-1 in casa del Cska Mosca:

Sky Sport

"Avevamo la potenzialità e la forza per fare meglio, anche dal punto di vista di squadra. Potevamo fare il terzo gol. Voglio di più dalla mia squadra, non dobbiamo scherzare troppo".

Un centrocampo tutto nuovo: sta nascendo una chimica?
"Stiamo crescendo, Cristante è stato bravo a entrare nei meccanismi dopo aver faticato un po' in avvio di stagione, ma dobbiamo ancora lavorare tanto. Con i due mediani dobbiamo migliorare, la qualità migliore del Cska è andare a prendere palla tra le linee. Non voglio che scherziamo troppo."

Dzeko oggi è sembrato molto più tranquillo...
"Edin può fare sempre di più, è un giocatore sempre pericoloso. Forse nel finale gli si potevano dare palle differenti. Nelle scelte a volte sbagliamo, facciamo le cose al contrario: quando c'è da tirare la passiamo, quando c'è da passare tiriamo. In questo dobbiamo crescere, ma abbiamo tanti giovani".

Ora potrete gestire le energie anche in vista del campionato...
"Dobbiamo essere bravi a recuperare le energie. Sicuramente con la Samp cambierò qualcosa per avere forze fresche: la Samp è molto brava ad andare in verticale e perciò dovremo stare attenti"

Roma TV

Contava vincere.
"Oggi guardiamo il risultato, perché era importante vincere. Magari potevamo fare meglio nella gestione della gara quando siamo andati in vantaggio o quando loro sono andati in dieci. Dal mio punto di vista oggi ci accontentiamo di questo risultato invece di andare a chiudere le partite, perché poi può capitare un'occasione o una situazione sfavorevole che poi va a compromettere quanto di buono si è fatto".

Questo è un risultato che ci proietta verso il passaggio del turno.
"Io sono positivo, ma allo stesso tempo sono arrabbiato perché pretendo e voglio, perché la crescita può passare anche da queste partite per poi riportare la stessa crescita anche in campionato. Noi ci fermiamo sempre un pochino. Dobbiamo fare anche dei mea culpa, sapendo che il risultato è importantissimo e ci permette di essere più vicini alla qualificazione. Vicini, perché ancora non siamo qualificati. Ci permette di affrontare le altre gare con maggiore tranquilità. Ma io pretendo da questa squadra molto, molto di più"

Kluivert Man of the Match.
"E' stato vivo, è stato in partita. Nel finale ha fatto qualche errore ma ricordiamoci sempre che è un '99 e che gli concediamo qualche errore di troppo nell'andare a finalizzare o nella scelta dell'ultimo passaggio. Ma ha fatto tante cose buone per la squadra".

Ti è piaciuto Dzeko? Avevi pensato a Schick?
"Magari Schick potrebbe giocare la prossima partita, ora vedremo. Ritenevo più opportuno fare altri cambi. Anche se Schick si è scaldato e poteva essere una soluzione. Edin è stato in partita più nel primo tempo che nel secondo tempo, secondo me. Ha sbagliato alcune scelte. Però ricordiamoci che sta giocando con grande continuità e magari può perdere un po' di lucidità. Devo dire che in un paio di situazioni potevano servirgli qualche pallone in più, qualche pallone importante, però così non è stato. E lui ha bisogno, vive anche di gol, per trovare entusiasmo nella sua prestazione".

Perché Ünder a sinistra e non El Shaarawy?
"Era cambiata la partita e volevo, essendo loro in 10, più un attaccante che andava a puntare. Più che El Shaarawy che è bravissimo ad andare senza palla o attaccare la profondità. Volevo uno che spaccasse la partita come aveva fatto in quel momento lì Kluivert. Uno più bravo nell'uno contro uno, nel dribbling. Magari Stephan è più bravo senza palla. Ho pensato questo".

Conferenza Stampa

L'abbiamo vista sbracciarsi. Forse non recepivano le sue indicazioni...
"No, recepiscono, recepiscono, dai retta a me. Anzi, forse recepiscono pure meglio dopo. Devono recepire che bisogna andare a chiudere le partite, è quello che voglio dire alla mia squadra. Non accontentarsi quando una partita si mette in un determinato modo. Non è facile contro una squadra che ha battuto il Real Madrid qui in casa. Perché ha giovani di gamba, ha entusiasmo. Ha giovani bravi a prendere palla tra le linee. Ma dopo il gol del vantaggio secondo me nella squadra matura che abbiamo noi e per l'esperienza che abbiamo in campo dobbiamo essere bravi, più bravi, ad andare a chiudere la partita. Non mi accontento di questo risultato, anche se è un risultato importante. Questo è quello che voglio da loro. Si è scherzato un po' troppo, e questo non si deve fare. Dobbiamo crescere e abbiamo già scherzato fin troppo in molte partite, non solo questa. E i miei ragazzi devono capire e devono recepire questo messaggio, che dico anche pubblicamente qui".

Non è che però, anche tu, con le sostituzioni un po' "conservative" gli hai dato questo messaggio?
"Cengiz è un difensore?"

No, chiedo semplicemente perché questa è stata un po' l'impressione...
"Justin era meno lucido, veniva da un infortunio, aveva sbagliato alcune giocate. Ho voluto mettere Cengiz perché è uno bravo nell'uno contro uno, quindi tutt'altro. Conservativi gli ultimi 5 minuti, perché buttavano la palla lunga e ho voluto rinforzare la linea difensiva mettendo un centrale. Gli altri due cambi erano di ruolo, quindi c'era poco di conservativo".

No, ma per completare la domanda, io pensavo che avresti messo un attaccante in più per sfruttare la superiorità numerica. Magari togliendo Florenzi.
"Tutto può essere giusto o sbagliato. Però stavi vincendo una partita. Quindi non serviva andare a fare una cosa che non serviva. Volevo vincere la partita e non serviva andare a fare troppo il presuntuoso".

Lei parlava di non accontentarsi. Ha trovato un motivo del perché questa squadra tende ad accontentarsi?
"No, questa squadra tende a voler gestire. Ma gestire non significa fare sette palle orizzontali e poi darla al portiere, è questo il concetto. Gestire significa che si può gestire la palla anche giocando in avanti, cercando il terzo gol. Come abbiamo fatto... Ma con maggiore continuità. Per dare proprio un senso di forza. Una squadra che è arrivata in semifinale e che vuole riprendere un certo cammino deve dare segnali di forza, e non segnali dove si dice "portiamo a casa". Sì, poi lo portiamo a casa questo risultato, ma al di là, questa era una partita da vincere con decisione. Anche se poi abbiamo vinto, sennò passa un messaggio sbagliato, e sono io che magari pretendo troppo di più. E non lo so, ma pretendo. Punto e basta. Voglio di più".

Cosa è cambiato rispetto alla prima partita a Roma e qual è stato l'episodio chiave che ha cambiato la partita?
"E' cambiato che giocavamo a Mosca in un clima completamente differente, con tanti spettatori a favore del Cska. Per noi però la partita si è messa subito bene. All'andata li abbiamo chiusi molto bene, qui invece hanno avuto una reazione differente e noi, come detto prima, dovevamo essere un pochino più bravi ad andarla a chiudere. Poi il fatto che loro hanno avuto un'espulsione è stato perché noi siamo stati bravi ad andare in verticale e ad attaccare la porta, creando queste situazioni pericolose".

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