Dzeko o Schick? Schick o Dzeko? O, pure, entrambi in campo? Ranieri probabilmente sfoglierà la margherita fino a poco prima il fischio d'inizio della gara contro la Samp, poi sapremo con quale formazione avrà deciso di giocarsi i novanta minuti che possono trasformarsi in una speranza. Il tecnico non ha dato quasi nessun tipo di indicazione, ma nel segreto (si fa per dire) allenamento di rifinitura, una traccia di formazione l'ha fatta capire ai suoi giocatori. Sia nel modulo che nei giocatori. Cioè quattro-due-tre-uno, Jesus al fianco di Manolas al centro della banda del buco che è la fase difensiva della Roma di quest'anno, Cristante in coppia con De Rossi davanti alla banda del buco, Zaniolo, Pellegrini e Kluivert come trequartisti. E Schick scelto come punta centrale con Dzeko retrocesso in panchina, forse conseguenza pure delle botte e dei versamenti con cui ha giocato le due precedenti sfide, forse anche perché Ranieri non può avere memoria della partita a Marassi della passata stagione, quando Dzeko pareggiò a tempo scaduto e sembrava che sarebbe stata la sua ultima partita con la maglia giallorossa, complice un mercato che lo dava indirizzato verso Londra dove ad attenderlo c'era il Chelsea.

Schick è di casa

Insomma dovrebbe toccare al ceco. Nel ruolo che preferisce, quello di centravanti con una squadra votata a giocare per lui, a partire da quei cross dal fondo che dovrebbero garantire i palloni necessari per far passare una domenica triste ad Audero, Giampaolo, Ferrero e tutta la Samp. Una scelta, quella di Schick, che può stupire soltanto in parte considerando che Ranieri, quando gli hanno chiesto del ragazzo costato quarantadue milioni di euro, ne ha sempre parlato come di un prospetto di grande giocatore, un po' come faceva, nella sua precedente esperienza in giallorosso, di Jeremy Menez. Una scelta, chissà, forse dettata pure dal fatto che per il ceco Marassi è un po' come tornare a casa. Lì, con la maglia della Samp, ha disputato il suo primo campionato italiano dove era arrivato da sconosciuto per poi stupire un po' tutti, undici gol (sei a Marassi) partendo quasi sempre dalla panchina, uno pure a noi in una partita ai confini della realtà, il primo in Italia alla Juventus, una serie di prodezze che accesero i riflettori sul suo cartellino. Al punto che lo prese la Juve con tanto di visite mediche per poi ripudiarlo. A quel punto entrò in scena la Roma, la Juve provò a riprenderselo, alla fine, su una terrazza di Montecarlo, Monchi se lo assicurò. Finora è stato più un flop che un successo, ma vuoi vedere che l'aria di casa, a Marassi, non possa essere l'inizio di una nuova storia?