A un girone di distanza si cercano conferme. Da Bologna al Bologna in casa, sono diversi molti dei protagonisti, mentre continuano a essere altalenanti i risultati. Dopo sei mesi, già in condizioni normali non sarebbe in assoluto una buona notizia. Ma anche per una squadra lontana dalla normalità come la Roma di quest'anno, non avere ancora certezze appare quantomeno interlocutorio. Eppure tutto va contestualizzato e le ultime settimane - dalla disfatta fiorentina in poi - hanno mostrato una squadra differente. E ci mancherebbe altro.

Le partite contro Milan (soprattutto) e Chievo sono state affrontate con la giusta intensità, senza mai far venire meno la voglia di conquistare i tre punti. E la seguente sfida europea con il Porto ha costituito un ulteriore tassello verso la risalita, anche se in Champions la Roma durante la gestione Di Francesco difficilmente ha sbagliato approccio alle gare. Le maggiori indicazioni in vista del match che questa sera opporrà ai giallorossi la formazione di Mihajlovic arrivano dalle ultime due giornate di campionato, quando anche il tallone d'Achille è sembrato arginato: la squadra subisce molto meno rispetto alle settimane precedenti. Che sia frutto del cambio di modulo o di un baricentro visibilmente più basso: «È la capacità di farlo abbassare in base all'avversario che si ha di fronte - il parere del tecnico romanista alla vigilia - La cosa più importante è rimanere compatti con le linee sia a centrocampo sia in attacco, tutto è giusto quando le partite si affrontano con la mentalità giusta e difendendo tutti insieme da squadra».

De Rossi supera Baggio

Non può non avere un ruolo primario nella ritrovata stabilità in campo il ritorno fra i titolari di De Rossi. Il numero 16 sa intercettare le linee di passaggio avversarie come nessuno e la sua sola presenza in campo regala ai compagni maggiore sicurezza. Questa sera con il Bologna potrebbe peraltro aggiungere altre due cifre simboliche a una carriera già straordinaria: i 453 gettoni in Serie A, che gli permetterebbero di staccare Roberto Baggio al trentesimo posto della classifica di tutti i tempi (mettendo nel mirino Pellissier a 454, che è rimasto l'ultimo in attività davanti a Daniele); e le 200 partite da Capitano, traguardo forse ancora più ambito per uno come lui che ha la Roma sotto pelle. La prima volta tredici anni fa, la centesima meno di quattro anni fa: ennesima ratifica di quanto sia cresciuta negli ultimi tempi la sua centralità all'interno di questo gruppo, perfino prima del ritiro di Totti. Il suo ruolo di leader non è mai stato in discussone, con il passare degli anni paradossalmente è aumentato anche il peso specifico nell'assetto tattico dei giallorossi, che con lui assumono sembianze più robuste.

Il terzo indizio

Fatto sta che i due indizi forniti finora non bastano ancora a concedere la prova definitiva che la squadra si sia attestata sugli standard auspicati. Troppo vicine nel tempo le delusioni più cocenti, ancora lontana una reale continuità di risultati, nonostante la discreta serie in corso da Natale in poi (quattro vittorie e due pareggi nelle ultime sei). Il Bologna può rappresentare l'avversario adeguato a fornire risposte: sotto la nuova guida di Mihajlovic si è rimesso in carreggiata nella lotta salvezza, anche grazie a una vittoria di pregio a San Siro con l'Inter. È una squadra di caratura inferiore, ma che venderà cara la pelle, forte anche di qualche ex che al cospetto della Roma trova spesso motivazioni extra. Eppure l'occasione è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Gli scontri diretti che il calendario proponeva fra le varie pretendenti al terzo e quarto posto hanno lasciato qualche vittima inattesa. Tre punti questa sera possono permettere di creare un primo distacco dal gruppone. Oltre che regalare ai tifosi la sensazione di aver intrapreso la strada giusta, senza altre fastidiose deviazioni.