«Dopo 13 ore di viaggio, finalmente a casa», ha scritto giovedì su Instagram Alessio Riccardi. Senza sapere che i 45' sotto età con l'Italia Under 19 alla David Petriashvili Arena di Tbilisi, in Georgia (al suo posto, nella ripresa, Millico del Torino, che domenica ha mandato al tappeto con 2 gol la Roma Primavera) potrebbe precludergli l'esordio in prima squadra, forse persino dal primo minuto. Perché a Di Francesco non era stato chiesto di lui, ieri in conferenza, ma solo delle alternative a Cristante e Nzonzi, e il tecnico ha tirato fuori il nome del talentuoso 17enne, che è sì centrocampista, ma con caratteristiche marcatamente offensive, schierato con licenza di inserimento in una linea a tre, e mai in una mediana a due, in cui le sortite in area avversaria sono ben più rare. «Vorrei lavorare di più su Riccardi, ma è stato in nazionale fino a ieri ed è arrivato oggi (giovedì e venerdì, ndr). Però lo teniamo in grande considerazione perché è un ragazzo interessante ma stiamo parlando di un 2001, di un altro esordiente che a Roma riusciamo sia a esaltare come abbiamo fatto con Zaniolo, e poi a buttarlo giù in un attimo».

Il riferimento a Zaniolo è significativo: il tecnico che ha messo titolare Zaniolo al Bernabeu contro il Real, senza un minuto in gare ufficiali con la Roma, avrebbe avuto paura a fare lo stesso con Riccardi alla Sardegna Arena? Probabilmente no: salvo sorprese, gli allenamenti saltati glielo precluderanno, ma uno spezzone di ripresa è tutt'altro che da escludere. Anche perché Di Francesco lo aveva adocchiato già dalla scorsa stagione, quando lo portò in panchina col Benevento, e lo fece scaldare: era in ritiro in estate, e in panchina contro l'Inter. Al contrario di Ludovico D'Orazio, il nome a sorpresa nella lista dei convocati, con la maglia numero 56: ala destra, mezzi tecnici importantissimi, ma qualche problema ancora da risolvere come continuità nel corso dei 90'. Prima volta in assoluto, con la maglia numero 56: Di Francesco, che non avrà un centravanti in panchina, lo ha preferito a Celar, lasciato alla Primavera.