Sì, sì, vincerà, questa Roma vincerà, urlavano a squarciagola i ragazzi nel settore con la Roma sotto di un gol all'inizio del secondo tempo, per il risultato più ingiusto che partita di calcio avesse mai partorito. E l'estasi assoluta è stata festeggiare quei due gol di Dzeko non "davanti" alla curva Sud trasferita a Stamford Bridge ma "dentro" la curva, in mezzo ai ragazzi, in un settore a quel punto scomposto d'amore per quello che finalmente il dio del calcio stava riconoscendo: eravamo venuti a casa dei più forti, i campioni della Premier, a dominare, e finalmente stavamo raccogliendo i frutti tutti insieme. Ma la favola più bella è stata sporcata giusto cinque minuti dopo, per il pareggio definitivo di Hazard che ha tolto due punti pesanti, ma lasciato intatta la sensazione che la crescita della Roma sia ormai cosa fatta. Basterà ridurre i troppi errori individuali commessi per avere la certezza che qualcosa nelle gerarchie (intanto italiane, ma in prospettiva anche europee) sta davvero cambiando. Di Francesco ha vinto la sua partita, la Roma l'ha pareggiata:un solo errore gli si può riconoscere, per quel cambio sul 3-2 di Gerson (con i crampi) con Pellegrini, un altro centrocampista. Ünder avrebbe dato un segnale diverso. E invece la Roma s'è abbassata troppo e l'abbrivio della partita è cambiato. Consequenziale il gol del 3-3. [...]