In una video intervista rilasciata a espn.com, James Pallotta ha parlato della sfida di questa sera tra Liverpool e Roma. Queste le sue parole:

Jim, grazie per averci ospitato. Sono due settimane importanti per te e per la Roma. In questo momento c'è nervosismo o eccitazione?
"In realtà nessuna delle due ora. Questo è il momento più tranquillo che ho avuto a Roma in questi 5 anni. Quando abbiamo giocato col Barcellona a Roma, penso sia stata in assoluto la serata in cui sono stato meno nervoso durante una partita, perché è stato tutto positivo e ho pensato che se avessimo giocato bene avremmo avuto una possibilità, ma dovevamo vincere 3-0, quindi non ero affatto nervoso, di solito lo sono più nelle partite normali come nello scorso weekend. Sai, cammino per tutta la casa".

Non è una sorpresa che stai andando in Inghilterra. Non sarai allo stadio, perché?
"Forse no, perché ho le mie superstizioni. Non sono andato all'andata a Barcellona e poi sono andato al ritorno in casa e quindi continuerò a fare le stesse cose. Se tornassi ai giorni in cui giocavo a basket, dalle scuole superiori in avanti, metterei prima il calzettone sinistro e poi il destro, la scarpa sinistra e poi la destra, legare prima la scarpa sinistra e poi la destra. Se la mia scarpa destra si fosse slacciata, allora sarei dovuto tornare indietro e sciogliere la mia sinistra".

Quindi dove hai intenzione di guardare il match?
"Non lo dirò pubblicamente, ma c'è un ristorante italiano a Londra dove Franco Baldini e alcuni di noi hanno guardato le gare in passato, quindi saremo in uno di questi locali".

Quindi non guarderai la partita con John Henry, il presidente del Liverpool.
"Credo che John sia a Boston, ma penso che verrà a Roma per il ritorno".

Per voi è come un derby di Boston?
"Si, è un cosa piuttosto interessante".

Sareste potuti essere soci in affari?
"Non credo, a meno che tu non ti riferisca ai Red Sox"

Si, ai Red Sox.
"Se avessi investito nei Red Sox sarei stato un socio di minoranza. Fu un discorso fatto con più persone, e alla fine John, insieme al suo team, a Tom e Larry l'hanno presa. Sai, quando guardo indietro semplicemente non vedo come fosse possibile per noi fare un lavoro migliore del loro con la squadra. John, Tom, Larry e gli altri hanno lavorato alla grande per vincere e per loro è stato grandioso".

La scorsa estate, in una giornata di sole a Boston, avete pranzato insieme a Boston. Sicuramente avrete parlato di Salah. Hanno fatto un affare a prenderlo per 42 mln?
"Se lo guardi adesso, è stato un affare grandioso. Il problema è che in quel periodo Salah aveva detto a Monchi di voler andare via e aveva ancora un solo anno di contratto. Voleva tornare in Premier per mettersi alla prova, cosa che ha fatto. Ci sono stati diversi club che ci hanno mostrato interesse per Momo, anche a cifre vicine a quelle del Liverpool".

Si aspettava questo rendimento da parte dell'egiziano?
"Onestamente? Sì. Probabilmente perché qui a Roma era utilizzato in un ruolo diverso. A Liverpool hanno trovato il modo migliore per metterlo in campo, da noi era schierato come ala con Dzeko al centro dell'attacco. Ed Edin ha segnato 39 gol la scorsa stagione. Quello che mi stupisce di più sono le sue doti di finalizzazione, a Roma non aveva la stessa capacità. Forse in Premier ci sono delle porte più grandi? È fantastico vederlo giocare e ogni volta che segna mi dico: -Santo Dio!-"

Molti giocatori non esultano quando segnano alle loro ex squadre, ha avuto modo di parlarne con lui?
"No, ma so che molti dei nostri giocatori lo hanno fatto. È rimasto in contatto con molti ex compagni e ci sono stati scambi di tweet. Ci sono ottimi rapporti e spero ci sia un grande saluto per lui all'Olimpico. Non vedo perché non dovrebbe essere così, almeno a inizio partita".

Klopp ha chiesto ai tifosi del Liverpool di portare rispetto alla Roma dopo l'assalto dei tifosi Reds al pullman del City...
"La storia tra City e Liverpool è differente da quella con la Roma. Non ci sono giustificazioni però. Credo sia assurdo quello che è successo e non penso ci saranno problemi. I tifosi inglesi e quelli giallorossi dovrebbero pensare: -Siamo in semifinale, è grandioso, pensiamo a festeggiare piuttosto che fare pazzie-.

Il rapporto con i tifosi della Roma?
"All'inizio c'era un po' di scetticismo: -Da dove vengono questi americani?-. Abbiamo dovuto dimostrare che non eravamo venuti per fare soldi facili in un breve periodo, piuttosto che avevamo intenzione di investire nella Roma e costruire qualcosa. Siamo ancora all'inizio, nonostante le presenze costanti in Champions e le semifinali. Credo che questa sia una prova. A volte la mia frustrazione deriva da un piccolo gruppo di tifosi che non capisce che stiamo provando a fare le cose nel modo giusto. Ma credo che le cose vadano un po' meglio ultimamente. E comunque datemi un'altra settimana".

La Roma è tra le migliori quattro della Champions, ci sono squadre come il Psg e il City che hanno probabilmente una maggiore potenza economica ma questa sera guarderanno le semifinali alla tv.
"Ci sono squadre che dovrebbero esserci ma in realtà sono fuori. Il Manchetser United ha più soldi di noi, così come il Chelsea. Per essere sempre nella top 5 o nella top 10 servono diverse cose, una di queste è un flusso costante di entrate, proprio come lo hanno loro. Qundi avremo il nostro stadio, il nostro parco e diversi sponsor come quello con Qatar Airways, credo che potremo essere sempre tra le otto finaliste. Ma comunque non è solo una questione di soldi. Ecco perché abbiamo voluto fortemente Monchi, per le sue capacità di lavorare con budget bassi e trovare giocatori giovani o sconosciuti per creare un'ottima squadra. E ha fatto un buon lavoro".

In passato alcuni giocatori sono voluti andar via, come Salah e Pjanic, altri sono voluti rimane. Come si intrecciano i flussi costanti di entrate e il mercato?
"Ogni squadra ha giocatori che vanno e che vengono. Guarda la Juventus con Pogba. Nel caso di Salah, voleva tornare in Premier per dimostrare il suo valore, mentre Pjanic aveva una clausola rescissoria. Vorremmo lavorare sempre meno con le clausole rescissorie ma a volte non puoi fare nulla e non hai scelta".

Completi questa frase: in cinque anni vorrei che la Roma…
"Avesse uno stadio, vincesse una Champions, uno scudetto e una coppa Italia. E che mi lasciasse i pochi capelli che mi restano (ride ndr)".

Come pensa finisca il campionato? La Roma ha ancora da fare…
"Dobbiamo entrare in Champions in un modo o nell'altro. Abbiamo delle gare delicate da giocare, per esempio contro la Juventus, ma tutte sono molto importanti. Il campionato italiano è molto, molto difficile a livello tattico. Non possiamo pensare alla Juventus quando ci mancano delle partite che possono sembrare più facili ma che in realtà non lo sono affatto".

È mai stato a Kiev?
"No. So dove si trova ma non ci sono mai stato. È una bella città, un amico che viene da là me ne ha parlato. Mi piacerebbe andarci".

Ma ha le sue superstizioni, va a vedere la Roma solo nelle partite in casa…
"Non è una partita in casa per chiunque avrà la fortuna di giocarla…".

Niente le impedirebbe di guardarla?
"No, credo proprio di no".

Se la Roma dovesse battere il Liverpool all'Olimpico, farebbe il tuffo nella stessa fontana pagando la multa?
"La multa non è niente ma credo di aver finito con i tuffi nella fontana. Ci sono un sacco di altre cose da fare".