"Va' avanti, va' avanti / Con la speranza nel tuo cuore / E non camminerai mai da solo...". Alzi la mano che non si è mai emozionato sentendo il coro alzato dai cinquantamila di Anfield prima di ogni gara del Liverpool, chi non ha avuto la pelle d'oca ammirando quella marea rossa e bianca di sciarpe alzate al cielo. "You'll never walk alone", non camminerai mai da solo. Un canto d'amore che da circa 55 anni è diventato l'inno dei Reds, quasi per caso. O forse per destino, fate voi. A ben pensarci, sembra strano che nella città dei Beatles non suoni una canzone di John, Paul e soci, ma forse sarebbe stato fin troppo banale.

Un inno senza tempo

La voce che guida Anfield è quella di Gerard "Gerry" Marsden, nato a Liverpool (ovviamente) il 24 settembre 1942. A soli diciassette anni fondò una band pop-rock, proprio quando stava per avere inizio la cosiddetta "British Invasion" che avrebbe tramutato il rock and roll in un fenomeno di massa anche in Europa. Nel 1959, ben prima dei Fab Four, insieme a suo fratello Fred, a Les Chadwick e Arthur Mack, iniziano a esibirsi nei locali del Merseyside. Guidati dal manager Brian Epstein (lo stesso dei Beatles), nel 1963 decisero di incidere un grande successo del passato a firma Rodgers/Hammerstein. Il brano, risalente al 1945, era già stato ripreso da mostri sacri del calibro di Nina Simone (con una splendida versione strumentale al piano), Frank Sinatra, Elvis Presley, Doris Day, Louis Armstrong e Johnny Cash. Gerard e compagni, che sul palco si esibiscono con il nome di Gerry & The Pacemakers, registrano la loro versione di quel brano: il successo è folgorante, immediato, e lancia il gruppo nell'Olimpo del pop inglese. Almeno per un anno, i quattro sono famosi quanto i Beatles, i Kinks o gli Yardbirds, mentre gli Stones sono ancora in fase embrionale.

In quel periodo, i tifosi inglesi sono soliti riprendere i brani più famosi del momento per i loro cori durante le partite. I tifosi dei Reds, tra i più caldi - se non i più caldi in assoluto - del regno Unito, non sono da meno. E per incitare la squadra, quale modo migliore se non intonare il grande successo di una band di Liverpool? Nel 1964 la BBC riprende la Kop che canta il brano in coro. Un anno dopo, in occasione della finale di FA Cup contro il Leeds a Wembley, i tifosi intonano il brano per manifestare alla squadra l'eterna vicinanza. "Non camminerete mai da soli", cantano tutti insieme. Una dichiarazione d'amore senza eguali. Il telecronista della BBC Kenneth Wolstenholme, in quell'occasione, parla di "biglietto da visita del Liverpool". A guidare quella squadra c'è già Bill Shankly, l'uomo che farà di nuovo grande il club dopo anni difficili. Il 1° maggio 1965 quel canto si rivela in qualche maniera propiziatorio, perché la squadra vince 2-1 dopo i tempi supplementari e porta a casa la coppa. In pochi possono immaginare che il Grande Liverpool nasca proprio quel giorno, quando di fatto You'll never walk alone divenne l'inno ufficiale. Pur continuando a suonare in molti altri stadi d'Oltremanica (e non solo), nessuno può negare che quel ritmo cadenzato e quell'invito disperato e coraggioso a non perdere mai la speranza appartenga ai Reds.

Le origini del brano

La base della versione di Gerry & The Pacemakers ricorda molto da vicino un altro successo di un paio d'anni prima: Can't help falling in love di Elvis Presley, a sua volta mutuato dall'antica romanza Plaisir d'amour. Ma la canzone che da mezzo secolo abbondante fa tremare le vene e i polsi al mondo intero fu scritta per il musical Carousel da Richard Rodgers e Oscar Hammerstein II: il librettista e il compositore firmarono con quell'opera il loro più grande successo. All'interno del quale spiccava - per potenza emotiva e scenica - proprio quel brano.
Il musical narra la storia del tormentato amore tra il giostraio Billy Bigelow e l'operaia Julie Jordan. Alla ricerca dei soldi per crescere il figlio che lei porta in grembo, il protagonista si lascia convincere a partecipare a una rapina. Qualcosa però va storto e, mentre il suo complice riesce a darsi alla fuga, Billy viene smascherato. Colui che doveva essere rapinato gli punta addosso la pistola, perciò Billy si pugnala. Julie arriva giusto in tempo per sentire le sue ultime parole. Quindi sul palco arriva la sua amica Nettie, che le impone di andare avanti, nonostante tutto. Eccola, You'll never walk alone. Anche nella tempesta, anche nell'oscurità, non camminerai mai da sola. Anche perché lo spirito di Billy viene rispedito sulla terra per un giorno, durante il quale dovrà cercare di redimersi e meritare il paradiso. Gli anni passano, e l'opera si chiude con il diploma della figlia di Billy e Julie, Louise: il preside invita tutti gli anni a cantare una vecchia canzone. Torna quel canto di speranza: "Va' avanti, va' avanti / Con la speranza nel tuo cuore / E non sarai mai solo...". Si chiude così il musical, ispirato all'opera teatrale Liliom dell'ungherese Ferenc Molnár. Nel 1956 Henry King ne fece un film: inizialmente il ruolo di Billy Bigelow era destinato a Frank Sinatra. Pare però che "The Voice" fu richiamato in Africa da Ava Gardner e la parte venne affidata a Gordon MacRae. Il grande cantante, però, incise comunque You'll never walk alone, che divenne uno dei pilastri della sua scaletta negli anni a venire. Grazie al cielo, verrebbe da dire, perché la sua interpretazione non ce la saremmo voluta perdere per nessun motivo al mondo.

Hillsborough

Uno degli ingressi di Anfield, lo Shankly Gate dedicato alla memoria del tecnico che riportò i Reds tra le grandi d'Europa, rende omaggio al brano. Il titolo è inscritto nel cancello in caratteri dorati, sormontato dal liver bird che è il simbolo della città e del club, un uccello mitologico metà cormorano e metà aquila riprodotto nel 1911 in due statue di bronzo che campeggiano sulle torri del municipio. Quel messaggio d'amore incondizionato e speranza è figlio del dolore di una perdita: in origine è il canto rivolto ad una donna il cui marito si è appena suicidato. È un invito a non cedere all'oscurità e alle tempeste che di certo sconvolgeranno le nostre vite, ma dalle quali non dobbiamo lasciarci abbattere.

E in tal senso sembra assumere ancora maggior significato dopo la tragedia di Hillsborough, in cui persero la vita 96 tifosi del Liverpool: un dramma mai dimenticato, che solo negli ultimi anni sembra aver avuto risposte dalla giustizia dopo tante menzogne e insabbiamenti. Sembra quasi un invito alle famiglie di quei ragazzi: "non arrendetevi, andate avanti: non sarete mai soli". Così è stato. Hanno continuato a chiedere la verità, hanno continuato a camminare nel vento e nella pioggia. E non sono mai stati da soli. Erano accompagnati da quello che è molto più di un club: alle loro spalle, sciarpa biancorossa al cielo, c'era una vera e propria famiglia composta da migliaia e migliaia di persone.