Con il vento in coppa. La Roma conquista una vittoria sofferta e fondamentale lasciando gli azeri a zero. Sotto il segno dell'uno: come il gol che piega gli avversari, ma soprattutto come il posto nel girone. Primo. A dispetto di tutti. E senza discussioni.

ALISSON 6

Ancora una volta scende in campo a prendere freddo. Deve essere la noia che lo attanaglia a stimolargli un altro dribbling da batticuore a un minuto dal termine. Anche nell'unica occasione del Qarabag, a 7' dalla fine, blocca la palla con due mani ma potrebbe stopparla anche di schiena tanto è ben piazzato. Serafico.

FLORENZI 7

Ormai è talmente a suo agio nella posizione, che la diagonale sembra disegnata da lui. In più trova sempre la forza di rilanciare e ripartire. A cento all'ora. Motorino perpetuo.

MANOLAS 6,5

Nella coppia con Fazio, generalmente è lui quello che si concede qualche pausa. Ma ha già dato nelle ultime uscite e stavolta è attentissimo e diligente.

FAZIO 6,5

Quando perde palla a venti minuti dal fischio finale ci si guarda intorno attoniti: è accaduto davvero? La conferma arriva nell'unica occasione degli azeri, quando buca un pallone che per poco non ricaccia tutti nell'incubo mainagioista. Anche i giganti sbandano. Ma sono le sole sbavature della consueta prestazione all'insegna del comando.

KOLAROV 6,5

Stavolta si contiene. Le sue proverbiali sgroppate sono meno prepotenti del solito, almeno nel primo tempo. Nella ripresa decide di accelerare e si propone con maggiore pericolosità. Resta sempre la garanzia cui affidare il pallone quando scotta. Freezer.

NAINGGOLAN 7

Sale in cattedra nella seconda frazione, sfiorando anche il gol con un numero da capogiro: destro-sinistro, palleggio e tiro, parata e applausi a scena aperta per la primizia. In più, rincorse, arpioni e percussioni a fare da contorno. A tutto campo. Ubiquo.

DE ROSSI 6,5

Riscende in campo dopo il fattaccio di Genova e si prende le coccole vocali (dopo quelle scritte) della Sud. Il Capitano risponde da par suo, con una gara da leader: ordinato, elegante, tatticamente irreprensibile. Nel recupero ritira fuori anche il pezzo forte del repertorio, una scivolata al limite dell'area per fermare una ripartenza azera da batticuore.

STROOTMAN 7

La Lavatrice è ufficialmente tornata. Con la Spal aveva scaraventato tutta la sua forza dentro la rete, con il Qarabag si limita a farlo sugli incolpevoli avversari, quando gli sradica palloni in ogni dove. Il tacco da cui nasce l'azione del gol è l'apostrofo giallorosso tra le parole "ti" e "imbruttisco".

EL SHAARAWY 7

Destra o sinistra, per lui non fa differenza. Il Faraone è in un stato di tale grazia che si trova ad agire con uguale maestria ovunque venga schierato. Tecnica purissima al servizio della duttilità (e di Di Francesco).

DZEKO 6

Che non sia la sua giornata migliore si intuisce presto, quando alza la mira in due occasioni e viene anticipato di testa da Manolas nella terza, quando avrebbe tirato a colpo sicuro. Si innervosisce nei corpo a corpo in area azera durante i corner, prende un giallo e va meglio da suggeritore che da cecchino.

PEROTTI 7,5

Su questa Champions c'è sempre più la sua firma. Fin dal prologo, quando regala il sacrosanto lieto fine al Totti day e la qualificazione diretta. C'è nel paragrafo centrale di questa edizione, quando sotto i suoi colpi capitola il Chelsea e la Roma mette la prima freccia a danno dei londinesi. C'è sul finale del primo capitolo, quando regola l'avversario meno quotato e più quadrato (a difesa della propria area). Adesso lo aspettano nuovi e si spera avvincenti capitoli, ma finora una copertina se l'è guadagnata di diritto. Nella ripresa quando il baricentro della squadra si sposta a sinistra, non si può non sospirare un «Ah Pero...tti»: se si accende, le difese avversarie iniziano a cedere, tagliate come burro dai suoi dribbling. Il gol ne è conseguenza diretta. Perottimo e abbondante.

GERSON S.V.

Entra nel finale e innesca un contropiede che per poco non regala il raddoppio.

PELLEGRINI S.V.

Dieci minuti per Perotti.

DI FRANCESCO 7