Non abbiamo alcuna certezza che alla fine di questa stagione la bacheca della Roma sarà più ricca rispetto al giorno in cui Eusebio Di Francesco si è seduto sulla nostra panchina, ma le facce fiere e consapevoli che abbiamo visto ieri sera non le vedevamo da tempo. In tutti la consapevolezza che la miracolosa qualificazione come primi in un girone considerato proibitivo nei pronostici di agosto non può essere considerata un incidente di percorso che toglierà energie al campionato o escluderà la possibilità di vincere un trofeo europeo che magari l'Europa League avrebbe consentito. Nel torneuccio di consolazione andrà invece l'Atletico dell'ex guerriero Simeone e per il Cholismo arrivano giorni difficili, mentre qui invece rilanciamo il Di Franceschismo che farà presto nuovi proseliti anche tra quelli che a settembre l'avevano umiliato con parole pesanti e indimenticabili: perché danno la misura dell'esasperazione a cui a volte non l'ambiente romanista (uguale a tutto il mondo, solo più appassionato), ma i meno provvisti di competenza calcistica si affidano per partecipare a un dibattito a cui nessuno dovrebbe invitarli.

Presto, dicevamo, per dire se la stagione sarà indimenticabile come questi primi cento giorni ci stanno autorizzando a credere, ma di sicuro possiamo dire, se ci perdona l'indegna citazione Gianni Melidoni, che «dolce sarà la primavera giallorossa». Lui, indimenticabile cantore di una Roma spavalda e rivoluzionaria come questa, predisse un "gialloroseo" futuro alla squadra di Liedholm. Stessa cosa si può pensare dei ragazzi terribili di Di Francesco, che hanno preso anche a sciorinare schemi su calcio piazzato (ieri ne abbiamo visti altri tre inediti), come le più fertili squadre da laboratorio fanno. A Trigoria si lavora e si lavora duro, chi fa parte di questa squadra si sente ogni giorno più forte e più protetto nel recinto ben strutturato dalla società che ha chiuso con straordinaria abnegazione la questione dello stadio e non sta facendo mancare niente per la crescita senza confini di questo gruppo. Lunedì conosceremo la prossima avversaria. Chiunque sia, non avrà vita facile.