Nello sport, come nella vita, arriva un momento in cui è giusto riscuotere, perché nel tempo si sono accumulati dei crediti. Stasera è uno di questi momenti. Un momento da dentro o fuori. E la Roma può affrontarlo con la consapevolezza e il merito di aver superato gli ostacoli maggiori. E la forza di avere il destino nelle proprie mani. La vittoria stasera con il Qarabag significa qualificazione certa e speranza anche di raggiungere gli ottavi da primi in classifica. Perché se l'Atletico Madrid vuole coltivare ancora speranze di passaggio del turno, deve fare risultato con il Chelsea. Se la Roma farà il suo dovere, si potrà mettere alla finestra e vedere cosa fanno gli altri. Quasi un inedito per i colori giallorossi. Fare il proprio dovere significa vincere con una squadra che finora ha fatto punti solo con l'Atletico Madrid, rimediando 10 gol in due partite da quel Chelsea uscito a pezzi all'Olimpico. È vero che ogni partita fa storia a sé, però una logica il calcio continua ad averla. Per questo, stasera all'Olimpico la Roma deve vincere e fare in modo di non complicarsi da sola la vita. Un obiettivo, quello della qualificazione, che il giorno del sorteggio sembrava un miraggio, visto che la Roma era ritenuta la terza forza nel girone dietro Chelsea e l'Atletico Madrid.

Mancano 90 minuti per sovvertire il pronostico. A mettere un po' di sale su una partita che sembrerebbe senza storia è proprio la posta in gioco. Un successo garantirebbe alla Roma il passaggio alla fase a eliminazione diretta e per i giallorossi sarebbe la sesta volta nelle ultime sette partecipazioni alla Champions League. La Roma che scende in campo stasera all'Olimpico non ha ancora subìto gol in questa Champions League e incontra per la prima volta in casa una formazione azera. L'unico precedente risale alla partita d'andata. In Azerbaijan fu un sofferto 2-1 che ruppe quella che sembrava una maledizione, perché erano otto partite che la Roma non otteneva una vittoria nella massima competizione europea. Poi arrivò la lezione di Londra seguita dallo show all'Olimpico contro il Chelsea e la consapevolezza di poterci stare tra le grandi. Un percorso analogo a quello tenuto in campionato, dove in sede di pronostico nessuno considerava la Roma capace di tenere testa ai più forti. E, invece, eccola là la Roma di Di Francesco, quarta nonostante una partita in meno e, potenzialmente, a soli due punti dall'Inter capolista. Se c'è un aspetto che i giallorossi hanno evidenziato tra campionato e Champions League è proprio la consapevolezza dei propri mezzi. E, di conseguenza, la tranquillità nel sapere che prima o poi il gol sarebbe arrivato. Un approccio che è anche confermato dai pochissimi provvedimenti disciplinari subìti. In Italia e in Europa. Nessuna squadra ha raccolto meno cartellini della Roma in questa Champions League: quattro, tre gialli e un rosso a Madrid a Bruno Peres nell'unica sconfitta della Roma in questa fase a gironi.

Il Qarabag, dal canto suo,ha ricevuto un'espulsione in ognuna delle ultime tre partite disputate in Champions League: in precedenza era capitato solo al Bordeaux nel 2000 e alla Juventus nel 2001. Finora solo nel primo tempo con il Napoli la Roma è sembrata timorosa. Un atteggiamento pagato caro e che non ha più ripetuto. Stasera, quindi, si partirà subito all'attacco per chiudere subito la pratica e mettersi in attesa di buone notizie. Dall'altra parte ci sarà una squadra che è una potenza nel suo Paese, ma che non ha ancora vinto in questa Champions League e ha segnato solo due gol. Tra tutte le squadre dei gironi della Champions, il Qarabag è quella che ha effettuato meno tiri nello specchio della porta avversaria, solo otto. Il club allenato dalla leggenda Gurban Gurbanov, miglior marcatore di sempre nella sua Nazionale, è stato il primo club azero a essersi qualificato alla fase a gironi della massima competizione europea. Stasera, comunque vada, saluterà il palcoscenico europeo.