La palla sotto lo scarpino, sperando che l'arbitro non fischi mai. Le spalle alla Sud, con la paura di doverla salutare. Lo stadio tutto per lui, stretto in un irreale abbraccio. L'ultimo Roma- Genoa giocato allo Stadio Olimpico è nella storia, entrato a diritto per l'addio al calcio del calciatore più forte degli ultimi trent'anni, l'addio di Francesco Totti. La passione di quel giorno indimenticabile fece quasi passare in secondo piano l'evento sportivo, che non era di poco conto. Anche alla luce di quello che è successo quest'anno.
Grazie a quella vittoria, finì infatti 3 a 2 con gol all'ultimo minuto dell'ex Perotti, la Roma conquistava il diritto di partecipare alla Champions League. Con quel gol all'ultimo respiro, la Roma si piazzò al secondo posto, respingendo l'assalto finale del Napoli che fu costretto ad accontentarsi del terzo posto. Se in questi giorni, in cui il primo tiepido sole riscalda la nostra città, possiamo sognare la finale di Kyev, è (anche) grazie a quella straordinaria giornata. E il destino non si è fermato qui. Perché c'è un'altra storia nella storia che dimostra come ci sia un filo rosso che unisce quella partita alla strepitosa partecipazione della Roma nella massima competizione europea. In quella partita, Totti entrò al nono minuto del secondo tempo subentrando a Momo Salah, che quindi proprio contro i liguri ha giocato la sua ultima partita in giallorosso.

La partita di stasera, però, non deve essere solo una celebrazione del passato, ma un rafforzamento di un presente che si chiama Champions, da conquistare e da sognare. E se per la seconda occorre aspettare il 24 aprile, oggi la Roma si gioca una buona fetta della possibilità di accedere all'edizione del prossimo anno. E lo fa con un avversario con il quale ha vinto tutte le undici partite giocate in casa. L'ultima vittoria dei rossoblu a Roma risale al 1990, la stagione del Flaminio. Non solo, ma il Genoa ha raccolto un solo punto nelle ultime sette sfide di campionato contro la Roma, frutto dell'1-1 nella sfida d'andata dello scorso 26 novembre, quello dell'espulsione di De Rossi per lo schiaffo a Lapadula che portò all'espulsione di Ddr e al rigore con il quale il centravanti pareggiò la rete di El Shaarawy.

È curioso anche un dato che riguarda Di Francesco, che da allenatore ha affrontato il Genoa dieci volte vincendone quattro, con tre pareggi e tre sconfitte. L'ultima vittoria è del febbraio 2017, quando il Sassuolo passò al Ferraris grazie a un gol di Lorenzo Pellegrini, ora in forza alla Roma. Oggi Edin Dzeko festeggia le 100 partite in Serie A con la Roma. In questa stagione, il centravanti ha una media gol di una rete ogni 150 minuti giocati in Champions League e di una rete ogni 184 in Serie A. Il bosniaco aveva già raggiunto la cifra tonda in competizioni ufficiali nella gara di Champions League in trasferta con il Chelsea, finita 3-3 con la doppietta dell'attaccante. Curiosamente, Dzeko raggiunse 50 presenze in campionato con la Roma ancora in una partita contro il Genoa, quella giocata in Liguria l'8 gennaio 2017 e finita con la vittoria dei giallorossi grazie a un gol di Nainngolan. Al Genoa, tra l'altro, Dzeko ha realizzato un solo gol da quando è in Italia, quello della partita d'addio a Totti. A proposito di Dzeko, toccherà ancora a lui guidare l'attacco della Roma, a secco da due partite in campionato: è da marzo del 1994 che la Roma non rimane tre partite di Serie A consecutive senza segnare. Impresa che non sarà banale. Da quando Ballardini siede sulla panchina del Genoa (dal 6 novembre 2017), soltanto la Juventus, con sette reti, ha concesso meno reti dei rossoblù in Serie A (dodici). Rimanendo in tema di gol, 22 dei 31 gol subiti dal Genoa (pari al 71%) il Genoa li ha subiti nei secondi tempi. Nessuno ha fatto peggio in Serie A. Di contro, la Roma ha segnato sette delle ultime otto reti in A proprio nella stessa frazione di gioco. E allora, tutti all'attacco!