Al derby, per la prima volta, nel tabellino c'erano i due Pellegrini, "Lo." e "Lu.": capiterà ancora tante altre volte, visto che ieri la Roma ha annunciato il rinnovo di contratto fino al 2022 per il 19enne Luca, terzino sinistro, che tre mesi fa sembrava lontanissimo dalla squadra in cui è cresciuto. Che, a 16 anni, appena consentito dal regolamento, gli aveva fatto firmare il primo contratto professionistico: sempre il regolamento non permette di offrire più di tre anni a un minorenne, per cui il prossimo 30 giugno quel contratto - sui 100.000 euro, non poco a quell'età - sarebbe scaduto. Dal primo febbraio il ragazzo era autorizzato a firmare per un altro club, e le occasioni non gli sarebbero certo mancate. Il corteggiamento di club esteri, del resto, è storia vecchia di anni, e la prima fu proprio l'avversaria eterna, il Liverpool, già nel 2015. Le big d'Europa, d'altronde, oltre alla Youth League, seguono con attenzione le partite delle nazionali giovanili, e l'esordio di Pellegrini in azzurro risale al 2014, amichevole dell'Under 16 con la Svizzera. C'era Zoratto in panchina, in porta Donnarumma, in campo Antonucci, Marcucci, Meadows e il portiere Greco in panchina. Fanno tutti parte della Primavera giallorossa, Pellegrini fa eccezione, anche se sabato era agli ordini di Alberto De Rossi, con la maglia numero 3, per riprendere la condizione.

Gli infortuni

Ma quest'anno, per il terzino sinistro, è stato un lungo calvario, iniziato a Pinzolo, quando gli saltò il legamento crociato nell'ultima amichevole di un ritiro precampionato in cui Di Francesco lo aveva promosso a pieni voti. Inserito nella numerazione di prima squadra, con la maglia numero 3, senza quell'infortunio sarebbe stato la prima alternativa a sinistra: il 2 dicembre era di nuovo in campo, a tempo di record, con la Primavera, non finì neppure il primo tempo, chiedendo il cambio per quella che poi si rivelò essere una microfrattura alla rotula. È tornato a giocare proprio sabato in Primavera, la prima squadra lo aveva convocato già il 31 marzo col Bologna, era in panchina al derby e ci sarà pure stasera col Genoa. Segno che il rinnovo era da considerarsi cosa fatta, anche se l'annuncio è arrivato solo ieri. Lo assiste Mino Raiola, che lo prese 13enne. E che da un paio di anni ha ingaggiato anche il padre, Mauro, che gli relaziona i giovani del centro Italia, dopo una lunga esperienza da capo degli osservatori del calcio romano, tra Cisco e Nuova Tor Tre Teste. Che poi sono state anche le squadre in cui aveva giocato Luca, tra gli inizi col Cinecittà Bettini e l'approdo a Trigoria, nel 2011, a 11 anni, quando ancora faceva l'esterno d'attacco.

Le vittorie

Da allora il terzino del Casilino si è tolto parecchie soddisfazioni, vincendo tutti gli scudetti in palio nel settore giovanile: nel 2014 con i Giovanissimi (titolare), nel 2015 con gli Allievi (titolare, sotto età), nel 2016 in Primavera (finale in panchina, ma era sotto età, e le sue partite in stagione se l'era fatte). E poi, sempre da titolare, la Supercoppa e la Coppa Italia di categoria, nel 2017. Sarà sotto età anche in prima squadra: Di Francesco lo stima, e lo sta provando anche da terzo centrale a sinistra, l'esordio dovrebbe essere questione di settimane. Rischia di farlo prima di Jonathan Silva, che pure, dopo la cessione di Emerson Palmieri (conditio sine qua non per il rinnovo di Pellegrini) era stato preso proprio per quel ruolo. E per cautelarsi nel caso in cui la trattativa fosse finita con la fumata nera. O bianconera: il colpo a parametro lo avrebbe piazzato la Juventus, che con Raiola ha sempre fatto ottimi affari. Scampato pericolo: l'argentino arrivato dallo Sporting Lisbona tornerà alla base, il romano resta a Roma. «Ringrazio tutti, in particolare, il Direttore Monchi e il Mister Di Francesco che mi sono stati vicini anche in questi momenti bui», ha scritto il diretto interessato su Instagram. «Luca è un esempio di dedizione al lavoro e voglia di migliorarsi, valori molto importanti all'interno del nostro club», ha dichiarato Monchi. Sui social il ragazzo si era preso anche vari insulti, quando si era sparsa la voce che avesse scelto di andarsene a parametro zero: il tempo, come il ds, è stato galantuomo.