La settimana della moda in programma fra un mese a Milano non c'entra. La città nella quale si svolge, e soprattutto dove sarà impegnata domenica sera la Roma, sì. Lì Di Francesco riproporrà la stessa squadra ammirata già contro il Milan a ottobre scorso. Questione di equilibri tattici, oltre che di contingenze di campo: El Shaarawy e Florenzi sembravano già in pole position per le due posizioni ai fianchi di Dzeko. Lo stop di Perotti (bloccato in settimana da un affaticamento muscolare) ha fugato ulteriori dubbi. Se l'attacco fosse questo, sarebbe esattamente lo stesso già messo in campo nella sfida ai rossoneri.
D'altra parte le alternative a disposizione in rosa non appaiono le più adatte allo stato attuale per proiettare i giallorossi fuori dalla crisi dell'ultimo mese. Schick stenta a trovare la forma migliore dopo la lunga sosta ai box. Ünder ancora non ha convinto quando è stato chiamato in causa. Lo stesso Gerson, dopo aver fornito prestazioni più che discrete (oltre all'exploit di Firenze), è un po' sparito dai radar. Peraltro El Shaarawy nel mese difficile della Roma si è segnalato come uno dei giocatori che hanno patito meno il periodo di sofferenza della squadra. Quanto a Florenzi, un suo avanzamento fra centrocampo e attacco - svincolato da compiti di retroguardia - potrebbe portare in dote quella brillantezza che l'intera fase offensiva giallorossa ha smarrito (e cerca di ritrovare) da tempo.

Se il jolly di Vitinia andrà a occupare uno dei ruoli del reparto avanzato, giocoforza la posizione di esterno basso sarà competenza di Bruno Peres (Karsdorp prima della primavera inoltrata non tornerà in gruppo). Il brasiliano ha giocato pochissimo nelle ultime settimane: a parte i sette minuti finali contro l'Atalanta, in campionato l'ultima sua presenza da titolare risale al 10 dicembre scorso, a Verona con il Chievo. Prima ancora, scampoli di gara nel derby. Per ritrovare altre sue partite disputate per intero in Serie A, bisogna risalire a ottobre: Napoli e la già citata sfida con il Milan a San Siro. Sarà quindi l'ex Torino la novità del reparto, data per assodata la presenza di quella che dopo i primi mesi di assiduo ricorso al turnover, può essere considerata la difesa titolare: Alisson, Manolas, Fazio e Kolarov.

A centrocampo il ritorno importante riguarda De Rossi. Il Capitano era stato fermo già prima della sosta per il riacutizzarsi di un vecchio fastidio muscolare al polpaccio, saltando la gara casalinga con l'Atalanta. Poi nei primi giorni di rientro dalla settimana di pausa ha continuato ad allenarsi a parte, ma già da mercoledì ha ripreso il suo posto in gruppo. Impiegato al suo posto, Gonalons non ha convinto. Non ancora, perlomeno. Toccherà quindi al numero 16 riprendere il comando della cabina di regia, proprio contro l'allenatore che più di ogni altro lo conosce. Ma in questo caso nessuno dei due vorrà fare sconti all'altro.

Con De Rossi ci sarà anche un altro rientro. Nessun guaio fisico per Nainggolan: il suo stop forzato era stato dettato dai noti motivi disciplinari. Ma già la scorsa settimana Di Francesco aveva annunciato la sua presenza per la sfida del Meazza. L'unico dubbio riguarda la scelta fra Pellegrini e Strootman, con il romano favorito. Nel precedente con il Milan, una piccola noia dell'olandese mandò in scena una staffetta fra i due. In ogni caso, la Roma sarà quella già vista a Milano. Vincente.