Chi vuole vincere, cerca di portare Tommasi dalla sua parte. Il giochino sembra averlo capito anche il presidente dell'Aic che ieri, dopo aver incontrato Cosimo Sibilia, presidente della Lega nazionale dilettanti e candidato con Gravina e l'ex giallorosso alla presidenza della Federcalcio, ha detto: «Noi abbiamo un candidato, che sono io, e non vogliamo dimenticarlo». La giornata di ieri, infatti, è stata caratterizzata dall'incontro proprio tra l'ex centrocampista della Roma e il presidente dei Dilettanti. Un incontro che ha sorpreso molti, ma che è stato così spiegato da Tommasi: «Con me presidente la Federcalcio avrebbe determinate caratteristiche, vogliamo capire cosa accadrebbe con gli altri candidati alla guida». Nessun calcolo ma «vogliamo capire i possibili scenari futuri. Per questo ci confrontiamo in modo corretto per trovare dei punti in comune. Lunedì abbiamo un consiglio direttivo all'Aic, quindi ci interessava avere un quadro completo dell'attuale situazione, che mi sembra permanga quella dei giorni scorsi».

Di tutt'altro tenore le dichiarazioni di Sibilia che, c'è da ricordare, parte da una posizione avvantaggiata per la corsa alla Figc, forte del 34% che spetta alla sua Lega: «Ci siamo incontrati con Tommasi e penso che ci siano le condizioni per andare verso un cammino condiviso». Sibilia, tra l'altro, non esclude un possibile passo indietro di Tommasi, magari dietro la promessa di un incarico di carattere tecnico all'interno della futura Federazione. Un calcolo che fa il paio con quello fatto per raggiungere la Presidenza. Se alleanza sarà, infatti, Sibilia avrà il 54% dei voti, risultanti dalla somma del suo 34 più il 20% dell'Aic. Senza contare la posizione dell'Assoallenatori di Ulivieri, che ha appoggiato la candidatura di Tommasi e che potrebbe seguire le sue decisioni. Un'ipotesi che porterebbe il presidente della Lnd a poter contare sul 64% dei voti e che, di fatto, metterebbe fuori gioco Gabriele Gravina, il terzo candidato. Giusto tre giorni fa il presidente della Lega Pro aveva sottolineato come la sua posizione fosse molto vicina a quella di Tommasi, contrapponendola a quella di Sibilia, che aveva anche il torto – secondo Gravina – di godere dell'appoggio di un personaggio «imprevedibile» come Lotito. Sibilia ieri è tornato su quelle frasi: «Ho letto delle dichiarazioni che mi hanno sconcertato. Io credo di aver posto sempre come base il dialogo, questo dialogo per me deve continuare ma non può continuare da una parte sola». Sugli scenari che porteranno alle elezioni del 29 gennaio, Sibilia ha aggiunto: «Tommasi giustamente rimane in campo: deve discutere con i suoi e poi ci saranno le decisioni. Oggi è stato un incontro molto positivo, aspettiamo le determinazioni del consiglio direttivo dell'Aic. È incoraggiante per quanto fatto oggi».

Ci sono ancora nove giorni per mettere a punto le strategie. E due appuntamenti che potrebbero spostare gli equilibri. Entrambi sono previsti per lunedì 22, quando si riunirà il consiglio direttivo dell'Aic e l'Assemblea della Lega A. Due eventi che, in qualche maniera, dovranno dire qualcosa di più concreto. Altrimenti c'è il rischio caos (e commissariamento). Come ha confermato Giovanni Malagò, presidente del Coni, intercettato da Sky Sport: «Il partito di chi vorrebbe il commissariamento è cresciuto mostruosamente a macchia d'olio negli ultimi giorni. Io posso parlare solo degli atti ufficiali e per adesso non si è trovata una soluzione alla governance della Lega, il che è veramente clamoroso. Non hanno espresso un candidato alla presidenza della Figc e questo anche non è bello perché la Lega è il motore economico di tutto il sistema».