La notte del Faraone. Omaggiato, in tribuna, anche da quello con il numero dieci. Che, di gol di questo tipo, se ne intende come pochi al mondo. Al punto che in tribuna, al gol di El Shaarawy, si è alzato in piedi, ha applaudito, dicendo al vicino di banco, il ds Monchi, «pure io li facevo così». Vero. Perché quel gol è stato un gioiello. Un sinistro al volo che ha deciso gioco, partita e incontro. È stata la candelina sulla torta dei suoi venticinque anni, regalandosi e regalandoci uno delle reti più belle di una carriera che sembra già antica ma solo perché ha cominciato a far parlare delle sue qualità quando era ancora un minorenne.

In un primo momento quella volée di sinistro a trasformare in gol il calcio d'angolo di Pellegrini, è sembrato un collo pieno di quelli presi bene bene. Poi, riguardando il replay, il ragazzo cresciuto nel Genoa, il piede lo mette quasi orizzontale, capendo probabilmente che solo così quel pallone sarebbe potuto finire in rete. E così è stato. Bellissimo. Meritato. Perché questo ragazzo da quando si è vestito di giallorosso, non ha mai alzato la voce, ha sempre ubbidito alle direttive dell'allenatore, prima Spalletti e ora Di Francesco, non sempre disputando partite da applausi, ma non facendo mai mancare la volontà di dare tutto in campo. Il gol contro il Bologna, il terzo per lui in questo campionato, è stato il giusto premio alla serietà di un ragazzo che è stato capace di tornare in copertina dopo un paio di anni lontano dai riflettori.

Inevitabile la sua soddisfazione nel dopo partita: «Non potevo sperare in un modo migliore per festeggiare il mio compleanno. Sono felice e soddisfatto. Sì è stato un bel gol ed è stato un gol importante. Mi fa un grande piacere averlo segnato, ma la cosa che mi rende più felice è che la Roma ha vinto, sommando altri tre punti alla nostra classifica. Con questo abbiamo centrato il terzo successo per uno a zero consecutivo e questo vuole dire nove punti, a dimostrazione di come questa Roma sia ormai diventata una squadra concreta. La dimostrazione sta anche nel fatto che per la settima partita in campionato non abbiamo subito reti. È un merito importante di questa squadra che non a caso in questo momento può vantare la migliore difesa del campionato. Contro il Bologna, peraltro, abbiamo avuto diverse possibilità di segnare altri gol, ma soprattutto non abbiamo concesso praticamente nulla ai nostri avversari. Di tutto questo non si può che essere contenti».

Ci mancherebbe. La Roma sta viaggiando a una media punti addirittura superiore a quella del passato campionato quando mise a segno i record societari di punti (87) e vittorie (28). Dovesse proseguire così, sognare sarebbe lecito: «Rispetto alla stagione passata, avverto e vedo una mentalità diversa. Del resto non si può vincere sempre con tre o quattro gol di scarto. Quello che conta, alla fine, sono i tre punti. E noi anche contro il Bologna li abbiamo ottenuti. Poi bisogna vedere anche lo svolgimento delle partite. La Roma crea sempre molto, prima o dopo sono convinto che arriveranno anche più gol. Quello che per ora conta è vincere e constatare la crescita della squadra. E credo che sulla crescita non si possa discutere, contro il Bologna abbiamo disputato una buona partita meritando sicuramente di vincere».

Il problema, semmai, sono gli altri. Napoli, Inter, Juventus e Lazio, al momento stanno viaggiando a medie superiori anche a quella della Roma. Se davanti, prima o dopo non si fermeranno, sarà difficile scalare posizioni in classifica. Il discorso peraltro è prematuro mancano ancora tantissime partite alla fine, c'è tutto lo spazio per recuperare: «Il nostro obiettivo in questo momento è quello di rimanere agganciati al treno delle prime. E mi pare che ci stiamo riuscendo, visto che non perdiamo punti. Ora seguiremo le altre partite di questo turno, chissà che da qualche campo non possa arrivarci qualche buona notizia, non dimenticando mai che la Roma deve recuperare la partita con la Sampdoria. Noi dobbiamo continuare a fare il nostro, sapendo che nel calcio le cose possono cambiare in fretta».

Dopo il Bologna, ora di nuovo Champions League contro il Chelsea e poi conclusione di questo ciclo domenica prossima sul non facile campo della Fiorentina. Per El Shaarawy dopo ci sarà pure il doppio spareggio contro la Svezia con la maglia azzurra: «Per la Nazionale c'è ancora tempo, ma prima tutti i pensieri miei e dei miei compagni saranno destinati a Chelsea e Fiorentina. Dopo ci sarà spazio e tempo per pensare alla difficile doppia sfida con la Svezia. Noi vogliamo andare al Mondiale e abbiamo tutto per riuscirci, ce la faremo. Io sono a disposizione di Di Francesco e Ventura. Penso in questa stagione di essere stato sempre a buon livello, consapevole peraltro che si possa sempre migliorare. E questo sarà il mio obiettivo per il prossimo futuro».