Ci sono bambini che, fosse per loro, non smetterebbero mai di giocare. Qualcuno di nascosto va a farsi due tiri anche nel canestro all'aperto, nonostante la pioggia. Ci sono anche i "meno bambini", che dei bambini hanno ancora l'entusiasmo, anche se le gambe non sono più quelle di una volta. Hanno appena finito di giocare, perché il miglior modo per inaugurare la nuova Unicusano Arena, struttura della Vis Nova sorta presso il Campo Benedetto XV - Cavalieri di Colombo a San Lorenzo, è proprio lanciare palloni verso un canestro. Verso l'alto, dove può tornare a guardare questa storica società romana che solo un anno fa rischiava di sparire sia da Roma sia dal basket.

«In quel momento - racconta il presidente Massimo Galloni - ci siamo ritrovati tra amici. Amici ed ex giocatori che si frequentano da più di 40 anni, ci siamo seduti intorno a un tavolo e ci siamo detti che dovevamo salvarla in qualche maniera. Eravamo già fuori tempo massimo e siamo dovuti ripartire da zero. Non avevamo diritti sportivi né patrimonio giocatori. Abbiamo avuto difficoltà enormi nel trovare l'impianto ma poi, grazie all'aiuto di sponsor e istituzioni abbiamo messo su una buona squadra di Serie C con l'ambizione di salire di categoria. Adesso abbiamo anche un nuovo impianto e non abbiamo più bisogno di mendicare ore in giro per Roma. Qui se vuoi fare le cose in tempi rapidi puoi fare solo un impianto pressostatico. Abbiamo trovato una grande collaborazione da parte dei Cavalieri di Colombo, dal II Municipio per le autorizzazioni e un aiuto decisivo del nostro sponsor, Unicusano, che è soddisfatto, è impegnato anche nel calcio ed è contento di legarsi al basket, che peraltro nasce nei college americani come sport universitario».

Si riparte con ambizione, dunque, con attenzione all'alto livello e al settore giovanile. Dal minibasket alle categorie giovanili, che peraltro nel 2010 regalarono uno scudetto nell'under 15 alla Vis Nova, con la guida di Stefano D'Annibale, che oggi supervisiona il settore tecnico e che ieri era uno dei più felici. Ma lo erano tutti, anche quegli ex giocatori che un tempo erano stati avversari della Vis Nova ma che, per quella magia che porta spesso nel basket acerrimi avversari ad unirsi, riconoscendo uno nell'altro la stessa passione, hanno dato il loro aiuto. Come Massimo Coccia, avvocato impegnato anche nell'Eurolega, ma ieri in prima fila. Come Francesco Martini, altro ex avversario, oggi presidente del comitato regionale. «Sono felicissimo di rivedere tante persone e di farlo in questa occasione» ha detto, con vera passione e non certo per ruolo istituzionale. Istituzioni, quelle cittadine, rappresentate da Francesca Del Bello e Rino Fabiano, rispettivamente presidente e assessore allo sport del II Municipio. Con loro anche Michele Bonetti, della Onlus «Le Ali dei Pesci», e Valerio Bianchini, presidente onorario. Il suo discorso emoziona. «Ripenso a quando incontrai Bobby Knight, mitico allenatore di basket universitario, nell'Indiana. Era un tecnico burbero ma geniale. Mi portò negli spogliatoi e vidi che aveva scritto un messaggio ai suoi giocatori. Più o meno diceva così: "Tu che indossi la maglia degli Hoosiers ricordati che là fuori, fra quei ventimila spettatori, c'è un bambino che ti guarda: tu sei il suo idolo, ciò che tu fai è per lui la cosa giusta, lui osserva come tratti avversari, allenatori ed arbitri. Ricordati di essere un esempio per lui, aiutalo a diventare grande come sei diventato grande tu". Questo è il basket. Esempio. Questo si troverà nella Vis Nova».

Al di là della stagione agonistica che aspetta la squadra, altre iniziative non mancano. E sono collegate proprio, come diceva Galloni, al basket universitario. Si lavora già per la lega universitaria 3 contro 3, torneo al quel è possibile iscriversi fino al 16 dicembre e che sarà sia maschile (partite il lunedì) sia femminile (mercoledì). Il campionato è riservato agli studenti universitari degli Atenei della regione. Ed è solo l'inizio. Vis Nova, vecchia passione.