Il giocatore della Virtus Roma, Aristide Landi,  è intervenuto questa mattina durante l'ultima diretta de Il Romanista Tv. Queste le sue Parole:

Smaltita la sconfitta contro Capo D'Orlando?
"L'umore è ancora positivo anche se siamo arrabbiati per la sconfitta, ma abbiamo messo alle spalle la gara. Dobbiamo pensare solo alla prossima partita che è Trapani".

Come state preparando la partita di Trapani?
"Testa alta e lavorare. Dobbiamo fare quello che ci chiede l'allenatore, chiuderci in palestra e lavorare. Come abbiamo sempre detto bisogna pensare una partita alla volta e ora abbiamo subito l'occasione di rifarci a Trapani".

Quali sono i margini di miglioramento di questa squadra?
"I margini di miglioramento ci sono sempre, nel momento in cui si crea un bel gruppo e si lavora bene insieme non ci sono aspetti negativi, anche se poi alla fine sono i risultati che parlano. Come gruppo siamo super, lavoriamo bene, siamo concentrati e siamo sempre sul pezzo".

Questo è il tuo terzo anno alla Virtus, con diversi obiettivi rispetto agli altri 2, come lo stai vivendo?
"Quando ho firmato per Roma mi era stato detto di dover riportare la Virtus dove merita di stare nel giro di tre anni, io in testa ho sempre avuto questo obiettivo e per questo sono rimasto. Questo è anche il mio obiettivo personale e magari rimanere qui il più a lungo possibile".

Sentite la pressione in questo campionato? Come gestite la differenza con gli altri anni?
"La pressione c'è chi la subisce in un modo chi un altro. A me è sempre piaciuta e non la sto subendo più di tanto. Chiunque gioca contro Roma lo fa come se fosse una finale. Per toglierci queste pressioni ci siamo detti con l'allenatore di pensare una partita alla volta e alla fine del campionato vedremo dove siamo e quale sarà il risultato". 

Come state fisicamente? Ti piacerebbe avere Antonutti come compagno di squadra?
"Antonutti non lo conosco, queste cose spettano allo società e non sta a me dirlo. Non siamo stanchi, abbiamo giocato contro un'ottima squadra come Capo D'Orlando, con la coppia di americani più forte del campionato. Abbiamo fatto un'ottima prova anche difensiva. Abbiamo perso per piccoli dettagli, come i 10 tiri liberi sbagliati in casa che sono troppi".

Come ti trovi con un allenatore d'esperienza come coach Bucchi?
"Mi trovo molto bene, sono rimasto qui in primis per lui. Abbiamo parlato questa estate e c'è un rapporto di fiducia reciproca. Da quando è arrivato l'anno scorso c'è un ottimo rapporto".

Come ti spieghi le sconfitte di questa stagione, in particolare quelle contro Scafati e Cassino?
"Sono sconfitte diverse. Contro Cassino non siamo scesi in campo e non siamo riusciti a fare la partita. Può capitare, è stata una brutta sconfitta contro l'ultima in classifica. Contro Scafati, ma anche come contro Capo d'Orlando, siamo stati sempre lì a lottarcela punto a punto, anche andando sopra di 5-6 punti, non siamo stati bravi a trovare il modo di chiudere quelle gare".

Come è cambiato il rapporto con il pubblico da quando vi siete trasferiti al PalaEur?
"Si vede che c'è un'altra aria rispetto al Pala Tiziano. Uno si aspetta sempre che ci sia più gente possibile perché è tanto grande. Ma anche già quando è pieno il primo anello è una bella soddisfazione e ci carica tanto. Peccato che non è sempre pieno, perché quando lo è noi abbiamo una spinta in più"

Come ti trovi con i due americani Sims e Moore? Cosa hanno portato alla squadra?
"Hanno portato una grandissima qualità, sono due buoni giocatori. Sono due ragazzi super, il gruppo è molto unito dentro e fuori dal campo e anche per loro vale lo stesso. Stiamo sempre insieme, quando hanno un problema chiamano noi e non la società"  

Puoi promettere ai tifosi la promozione?
"Non possiamo nasconderci dietro a un dito, noi la vogliamo. Pensiamo una gara alla volta, il campionato è ancora molto lungo. Mancano 8 giornate e tutto può succedere, ogni partita per noi è come una finale".

Tu sei nato a Potenza, ma sei cresciuto a Bologna, la "Basket City" d'Italia. Che differenze noti con Roma?
"La differenza sul tifo è purtroppo notevole, Bologna è "Basket City". Lì mi sono trasferito a 13 anni e mi fermavano sempre in giro a qualunque orario. La Virtus Roma è seguita tanto ma non come a Bologna, lì c'erano sempre 5-6mila persone a vederti, sia nel bene che nel male. Questo conta e giocare in una bolgia influisce molto nel risultato. Qui riempire il PalaEur è più difficile, ma già quando c'è il primo anello pieno è una soddisfazione. Speriamo di riempirlo ancora di più da qui alla fine della stagione".