Guarda un po' come è strano il calcio, finisce il girone d'andata e la Roma si ritrova lì, ancora terza da sola, ancora nel mischione, ma in posizione privilegiata, comunque in zona Champions, davanti a tanti avversari molto più celebrati, e dietro, ma di poco, ad altri (due) avversari, straordinariamente celebrati. Uno, peraltro, con un paio di centomilioni di investimenti in più e un ingaggio sei volte superiore, è lì a 4 punti a metà percorso.

La Roma si ritrova invece ancora addosso il suo carico immutabile di tensioni lancinanti, dentro polemiche infinite, in un tutti contro tutti senza soluzione di continuità. L'aspetto più ridicolo della questione non riguarda certo la necessaria analisi tecnico o tattica relativa alle sconfitte con Atalanta, Napoli e Lazio, che per modalità e proporzioni numeriche meritano diverse valutazioni critiche sulla tenuta ad alti livelli di un gruppo per certi versi troppo giovane e per altri versi troppo fragile. La considerazione amara riguarda invece il fatto che se la partita di sabato fosse terminata un minuto prima, e quindi sul 3-3, quasi tutti gli osservatori ("quasi" è determinato dal fatto nel lotto dei giornali c'è anche Il Romanista) avrebbero preteso l'allontanamento di Fonseca.

Ma visto che è terminata 4-3 allora è stata concessa una tregua, naturalmente armata: gli amici di Mazzarri hanno ottenuto quello che volevano, cioè far girare il nome di un allenatore finito un po' nel dimenticatoio, quelli di Allegri si prendono ancora un po' di tempo. Ridicolo, però, è inserire nel calderone delle responsabilità dell'allenatore anche ciò che è accaduto nei 180 minuti delle due sfide con lo Spezia, due sfide dominate dalla Roma (con diversi dettagli da rivedere, ovviamente, relativamente soprattutto a certi errori in fase di non possesso), che avrebbero dovuto terminare con due larghi risultati a favore della Roma, e che invece sono terminate una in parità, e l'altra "quasi", dando così l'opportunità a chi si muove meglio negli scenari di guerra, piuttosto che in quelli del rispetto dei ruoli e delle competenze, di rimettere in dubbio nuovamente la bontà dell'intero impianto.

I numeri schiaccianti

Gli appassionati di questa rubrica sanno che non teniamo mai conto solo del risultato finale per raccontare l'esito di una partita. Vediamoli allora i numeri del doppio confronto tra Roma e Spezia: in due partite Roma ha fatto segnare 6,3 expected goal contro 2,97, ha costruito 103 azioni offensive contro 59, ha ottenuto 28 conclusioni contro 14, sostanzialmente avrebbe meritato di vincere tutte e due le partite con il doppio dei goal degli avversari. Ma in Coppa Italia sono andati avanti i liguri e in campionato solo l'ultimo assalto ha fatto prevalere le ragioni della squadra giallorossa.

E nella tregua armata concessa dai bombardieri dell'informazione isterica si può provare a guardare avanti con la consapevolezza che ora viene il difficile. Giocare contro Verona e Juventus non sarà affatto semplice, come dimostrano anche i risultati di ieri. Sono due squadre diverse tra loro e diverse dallo Spezia: una, il Verona, ti si attacca addosso un po' come fa l'Atalanta, ma con meno fisicità, e se gli vai via nell'uno contro uno li metti sempre in difficoltà; l'altra, la Juventus, ha un allenatore inesperto che sta provando a completare la trasformazione del pensiero filosofico impiantato da decenni e con il suo calcio di aggressioni altissime e palleggio prolungato ogni tanto concede spazi invitanti. Tutte e due le squadre sono letali se concedi errori: ne sanno qualcosa anche le ultime due avversarie battute, rispettivamente Napoli e Bologna. In punti diversi delle due gare di ieri le cose sarebbero potute andare diversamente se non fossero stati commessi errori grossolani.

Il record del Verona

Ecco perché per la Roma sarà fondamentale sbagliare il meno possibile anche a costo di rinunciare a qualcosa della propria identità. Sì, certo, detto a freddo e mentre si scrive su un computer è facile, metterlo in pratica in campo è sempre un'altra cosa. Col Verona, ad esempio, ci sarà una naturale contrapposizione di coppie: 3421 contro 3421, saranno tanti duelli individuali in ogni zona del campo a determinare l'inerzia della gara. Ma fare gol ai gialloblù è assai complicato come testimonia il macrodato dei gol subiti (appena 18, miglior difesa come la Juventus, numeri significativi rispetto ai 32 incassati dalla Roma, tredicesima difesa del campionato). Ma il dato che fa davvero impressione è che nella classifica dei gol concessi (in pratica gli expected gol subiti) la Roma ne ha circa 26 e il Verona circa 34. Dunque la Roma ha incassato circa 6 gol in più di quelli che meritava e il Verona addirittura 16 in meno: il che significa che portieri e difensori di Juric nei singoli episodi si sono comportati egregiamente, quelli di Fonseca "tragicamente".

Questo ha probabilmente a che fare anche con la compattezza dei reparti: per fare un esempio, un conto è calciare come hanno fatto sabato Piccoli, Farias e Verde, con la porta spalancata e senza pressioni di giocatori, un conto è aver sempre addosso qualcuno calciando dalle stesse posizioni. Per la statistica degli xg il valore è lo stesso, ma chiunque abbia calcato un campo di calcio sa quanto sia diverso calciare con l'avversario addosso o praticamente da solo. Tutto questo per dire che ogni dato va interpretato e che di sicuro il Verona è una piccola Atalanta da cui bisogna guardarsi con attenzione.

La solidità della Juventus

Il discorso varrà a maggior ragione con la Juventus che subisce poco in assoluto (è la migliore nella classifica xg concessi) e per l'appunto ha lo stesso numero di gol subiti del Verona, 18. Dunque, a dispetto delle difficoltà tattiche incontrate da Pirlo alla sua prima esperienza in panchina, avendo introdotto peraltro un sistema di gioco piuttosto sofisticato (442 in fase di non possesso, 352 o 334 in possesso), a poco a poco i risultati lo stanno confortando. E quanto a valori tecnici la sua resta la rosa migliore dell'intera serie A. Concedere due gol e mezzo come quelli concessi allo Spezia sabato (l'altro mezzo l'ha fatto Farias da solo: onore al merito) contro Verona o Juventus condannerebbe la Roma alla sconfitta sicura. E certi errori si commettono o quando ci si allena poco sul campo o quando la tensione mentale o muscolare impedisce ai giocatori di svolgere al meglio il proprio compito. Tendiamo a pensare che alla Roma il problema sia spesso il secondo. Quindi la soluzione è più facile.