Quando l'altro giorno abbiamo chiesto a Fonseca, nella modalità "in conto terzi" utilizzata nelle conferenze stampa ai tempi del Covid, se non ritenesse opportuno passare alla difesa a tre viste le difficoltà difensive della Roma soprattutto nelle marcature preventive, l'allenatore portoghese si è un po' risentito: «I gol che abbiamo subito con la Sampdoria e con il Milan non hanno nulla a che fare con le nostre difficoltà di natura tattica, e niente a che vedere con le marcature preventive. Anzi, mai come in questo periodo le marcature preventive stanno funzionando». Il punto di vista di un allenatore esperto come Fonseca non può essere certo confutato. Verosimilmente, il tecnico ha fatto riferimento agli errori di trasmissione del pallone commessi dai suoi giocatori sia contro la Sampdoria sia contro il Milan per evidenziare che sono stati quelli alla base dei gol subiti, non il piazzamento preventivo in marcatura dei difensori nelle cosiddette transizioni negative. Magari bisogna mettersi d'accordo sui termini: l'affanno che emerge molto spesso quando la Roma si ritrova a gestire il pallone a inizio azione, acuito dal pressing degli avversari, dipende anche dalla posizione molto alta dei terzini. Ecco perché riteniamo che si possa configurare come un effetto collaterale sul tema"marcatura preventiva" anche l'improvvisa perdita di possesso per errore nella trasmissione del pallone. Non a caso anche con l'Udinese questo problema si è ripetuto e a questo punto non può solo essere un caso. Prescindendo dallo stato di forma dei giocatori, dai momenti generali legati magari alle temperature e anche dall'eccezionalità del calendario stretto ai tempi del coronavirus (perché non è questa la sede per parlarne), appare evidente che nella Roma si concedano troppo spesso facili palle-gol agli avversari.

Preventive e sbilanciamenti 

Nelle grafiche a parte, analizziamo ad esempio la clamorosa occasione avuta dall'Udinese per raddoppiare già al 22º minuto del primo tempo. Guardate le posizioni di Bruno Peres e di Kolarov, altissime sulla tre quarti, notate l'impossibilità di rimediare all' eventuale errore dei quattro attaccanti, e anche le posizioni lontanissime tra di loro dei due difensori centrali, comunque tali da tener sempre fuori quello più lontano dalla possibilità di intervento rapido.

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#TatticaMente di @danielelomonaco #RomaUdinese pt.1 Uno schema su calcio d'angolo ben confezionato dopo neanche nove minuti di gioco avrebbe potuto portare la Roma in vantaggio 1 Con Perotti alla battuta e l'Udinese schierata a zona, Ünder comincia a muoversi verso il punto di battuta con un movimento civetta per attirare almeno un avversario a sé e toglierlo dalla zona rossa, che la Roma vuole evidentemente liberare per il tiro: Perotti sta per battere verso il primo palo, dove spunterà Kalinic 2 L'attaccate sguscia e gira la palla di prima verso la zona del dischetto senza neanche guardare. I movimenti sono tutti studiati 3 Cristante fa un blocco (lecito: in questo caso si è solo frapposto al pallone) a centro area per non far intercettare il pallone a nessuno degli avversari 4 All'appuntamento con il pallone arriva (forse un po' in ritardo rispetto ai tempi della giocata) Kolarov: sulla sua conclusione Nuytinck decide di immolarsi in tuffo e sarà proprio lui a respingere il tiro

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Restano dunque solo i due difensori centrali, anche stavolta impegnati in serrati uno contro uno a guardia della porta, soprattutto se, come nel caso citato, il centrocampista, in questo caso Diawara, si ritrova preso in mezzo dalla triangolazione veloce e ben riuscita dei due avversari. Risultato: tre contro due e ghiotta palla-gol, poi vanificata dalla bravura di Mirante. Che cosa vi ricorda? A noi ha ricordato il gol di Gabbiadini con la Sampdoria e il gol di Rebic con il Milan. Tre partite, una ripresa solo nel finale grazie alle straordinarie prodezze di un attaccante fortissimo, due perse anche in virtù di questi episodi. È una questione di marcature preventive? Forse no, come dice Fonseca. Ma di sicuro è una questione che ha a che fare con lo sbilanciamento preventivo di una squadra che poi non sa rimediare ai suoi errori. Se dalla Roma ogni volta ci si aspetta una rinascita, quanto deve pesare poi dover spesso rincorrere (visto che tre volte su tre la Roma in queste partite è passata in svantaggio?). Guardate il primo gol dei bianconeri: Kalinic controlla male un assist di Ünder, l'Udinese rilancia nella zona di Lasagna che, marcato preventivamente da Fazio, ha comunque il tempo di girarsi e partire largo sulla fascia inseguito dal difensore argentino, in evidente difficoltà dinamica. Così sul cross dell'attaccante dell'Udinese dalla parte opposta, come spesso succede, si è ritrovato da solo De Paul che, nella sfortuna di una conclusione un po' goffa, ha fortunosamente azzeccato l'assist per chiudere lo strambo triangolo. 

La conferma degli XG

La questione è perfettamente sintetizzata dalle cifre degli expected goal: l'Udinese ha tirato 13 volte in porta raggiungendo un valore di XG di 1,76. La Roma tirato di più, 16 volte, ma il suo valore di XG è fermo a 0,94, più o meno la metà delle azioni udinesi. Significa che segnare è sempre troppo facile per gli avversari, significa che gli altri al gol arrivano più facilmente, significa che per trovare la via della porta agli avversari basta semplicemente trasmettere il pallone al compagno smarcato, perché ce n'è sempre uno. Ripensate alle azioni costruite dalla Roma giovedì e avrete un'altra conferma: per impensierire Musso, gli attaccanti hanno dovuto ricorrere al loro bagaglio tecnico, dribblando gli avversari, tirando da lontano, spostando il pallone in mezzo a una selva di gambe, calciando a giro verso il palo lontano.  

I vantaggi a 3 

Ma se è questo il problema, quale potrebbe essere la soluzione? Ci chiediamo dove siano finiti gli esperimenti di Fonseca sulla difesa a tre. Prima che fosse lui stesso a parlarne, nessuno avrebbe mai potuto suggerirgli di cambiare sistema di gioco visto che se un allenatore crede in una strategia non ha senso, non partecipando direttamente alle esercitazioni quotidiane, indicargli altre strade. Ma visto che nei giorni del lockdown è stato lui stesso a dire come stesse prendendo in considerazione l'ipotesi di schierare la sua squadra con tre difensori non solo in fase di possesso ad inizio azione, cosa che avviene già diffusamente (con l'Udinese è stato Kolarov a rimanere sulla linea dei due centrali come primo supporto nella manovra), ma anche stabilmente di fronte alle iniziative avversarie.

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#TatticaMente di @danielelomonaco #RomaUdinese pt.2 Un'azione simbolo che può testimoniare le difficoltà della Roma ogni volta che perde il pallone 5 Al 21' della ripresa, Diawara sceglie male il tempo del passaggio verso Kolarov proprio quando il serbo si alzava e Under non guardava. Otto giocatori della Roma sono presi in contropiede: si tratta dei quattro attaccanti (cerchi blu), dei due altissimi difensori esterni (bianchi) e dei due centrocampisti (rossi) 6 Sulla ripartenza Stryger Larsen e De Paul prendono in mezzo Diawara combinando tra di loro mentre le due punte andando nello spazio tengono occupati i due difensori 7 De Paul insiste a portar palla costringendo Smalling e Fazio ad accentrarsi, mentre Okaka e Lasagna a quel punto restano larghi a suggerire i passaggi sul piede forte 8 De Paul sceglie Lasagna che va al tiro di sinistro, Mirante devierà la traiettoria in calcio d'angolo: ancora una volta un semplice errore in disimpegno ha liberato un'azione da gol

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È chiaro che immaginata così diventerebbe una mossa prettamente difensiva: si tratterebbe sostanzialmente di togliere un trequartista e aggiungere un difensore, visto che i due centrali di centrocampo resterebbero al loro posto, i due esterni "bassi" pure, e la punta, nella formazione ideale, sarebbe sempre Edin Dzeko. Ma uno schieramento più equilibrato potrebbe consentire alla Roma di difendere meglio, di avere minori problemi in caso di appoggi sbagliati nella prima impostazione, e anche di mantenere l'impostazione offensiva proprio grazie al supporto dei due esterni sulle fasce avendo contemporaneamente un paio di trequartisti da scegliere nell'enorme parco a disposizione nella rosa. Si tratterebbe di giocare un po' come l'Atalanta, sperando che contemporaneamente qualcuno sia in grado anche di migliorare la condizione fisica visto che al momento sembra davvero approssimativa.