L'innegabile crescita della squadra giallorossa non è evidenziata solo da risultati che come si è visto sono pesantemente condizionati dalle valutazioni arbitrali. Basti pensare che 8,5 è la somma dei voti raccolti dai tre più recenti direttori di gara delle partite della Roma: 2 a Massa, 4,5 a Maresca, 2 a Collum, per la bella media di 2,83 a partita. Significa che se le partite avessero avuto i risultati espressi dai valori in campo (comprese ovviamente le casualità tipiche di una sfida calcistica, ma al netto delle arbitrarie decisioni di chi le dirigeva, con o senza Var), la Roma le avrebbe vinte tutte e tre e oggi nessuno storcerebbe il naso di fronte alle classifiche del campionato di serie A e del girone J di Europa League.

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Perché in quest'ultima competizione, salvo clamorosi sconquassi, la squadra di Fonseca si sarebbe potuta ritenere già qualificata anche ipotizzando due sconfitte. Sarebbe bastato battere in casa i modesti austriaci del Wolfsberger per archiviare la pratica e adesso invece basterà una sconfitta in Germania tra dodici giorni per complicare tutto. E in serie A quattro punti in più avrebbero significato il terzo posto al fianco della magnifica Atalanta e un punto sopra al decantato Napoli, e proprio nel periodo di maggior crisi per via delle numerose indisponibilità che hanno decimato la rosa della prima squadra. Discorso populista e anche un po' fazioso? Può essere, ma strumentale in questo caso per illuminare in maniera più nitida di quanto non riescano a fare i risultati la crescita evidente sotto il profilo tattico di un gruppo che sta dimostrando grande maturità.

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Si segna meno? Ok, ma...

Ci sono dei "macronumeri" che sembrerebbero indicare che da quando Fonseca ha "messo giudizio", e quindi dopo lo spavento del derby, le partite della Roma siano diventate meno spettacolari, meno divertenti, un po' noiose. 14 gol sono stati segnati dalla Roma nelle prime cinque giornate, appena 4 nelle successive sei. 6 gol ha incassato la difesa nelle prime tre uscite, esattamente quanto nelle successive otto. E questi sono dati incontestabili. Ma a fronte di un evidente miglioramento della fase difensiva, la Roma nelle sfide di Lecce e di Graz, col Cagliari e giovedì con il Borussia ha costruito sicuramente tanto di più rispetto a quello che ha raccolto. E non abbiamo citato Genova perché lì obiettivamente la squadra poteva fare meglio. Ma al netto delle fantasie di Collum e degli altri arbitri, la crescita è innegabile, la testa è pensante, la maturità tattica è sopraggiunta e adesso mancano solo i risultati. Intanto Fonseca ha pure un piccolo primato di cui vantarsi. Da quando siede sulla panchina della Roma, e se mettiamo nel conto anche tutte le amichevoli estive sono 21 partite, il tecnico ne ha persa solo una, contro l'Atalanta. Non male.

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Le difficoltà col Borussia

Nella mezz'ora iniziale, però, è innegabile che la Roma abbia lasciato l'iniziativa ai tedeschi nella sfida di giovedì. È vero che loro cercavano un rilancio che solo una vittoria avrebbe potuto garantire per intero, e che il pareggio contribuisce in ogni caso a render possibile, ma di sicuro sono partiti molto più determinati sotto la pioggia battente dell'Olimpico. Per mezz'ora, la Roma si è affacciata dalle parti di Sommer solo grazie ad un'ispiratissima intuizione di Dzeko (che per lanciare Kluivert sulla corsa esterna non gli serve la palla sul piede, ma cercando una traccia interna che sconcerta e fa cadere Jantschke e costringe Elvedi alla chiusura disperata, facilitata però dal controllo troppo aperto dell'olandese) e poi a un prodigio di Pastore cui riesce un tunnel di tacco dopo bella progressione in area, purtroppo senza esito.

Ma per il resto è stato bravo Rose a prevedere gli inserimenti sulla trequarti romanista, dove a volte Veretout e Mancini sono andati in difficoltà negli spazi larghi da gestire mentre la difesa scappava. Tutte in quella zona sono nate le occasioni proliferate tra il 7' e il 28', con molti tiri da lontano e fuori misura e una traversa che, come si vede nelle grafiche accanto, è nata da una clamorosa irregolarità ovviamente non rilevata dal sonnacchioso Collum.

4 - Nell'economia della partita di giovedì, pesa la traversa colta dal Borussia Moenchengladbach all'8' del primo tempo che però in realtà è viziata da una scorrettezza che era passata sotto silenzio1 La prima cosa da evidenziare nell'azione è che tra la barriera (formata dal solo Kluivert) e il resto dei giocatori in questi casi sarebbe opportuno mettere una "cerniera" per intercettare, o comunque dissuadere, ogni intenzione di passaggio basso in quello spazio2 La Roma non lo fa e la palla passa proprio lì. Bensebaini non è in fuorigioco e Fazio sembra aver perso il tempo per contendergli il pallone 3 Ma come si vede bene da quest'altra prospettiva, l'algerino per prendere posizione spinge platealmente l'argentino che infatti cerca di attirare le attenzioni dell'arbitro, vanamente4 La conclusione del terzino del Borussia termina sulla traversa: se avesse segnato sarebbe stato un altro gol irregolare ai danni della Roma

L'altra partita

Ma poi è venuta fuori la personalità dei giallorossi, intanto grazie al fenomenale ragazzino che solo per via delle rozze considerazioni dei finti guru del calcio italiano oggi viene ancora valutato sulla base delle vecchie intemperanze piuttosto che sui costanti prodigi. È stato Zaniolo infatti a prendere per mano la squadra svolgendo un compito diligente e preziosissimo anche in fase di non possesso (come Kluivert a sinistra, purtroppo non altrettanto illuminato nella fase di rifinitura, come troppo spesso gli succede) e poi segnando di testa, con uno stacco da bomber, il gol del vantaggio che ha indirizzato la partita in un altro binario.

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Da lì e fino all'invenzione dell'inadeguato Collum, la Roma ha gestito benissimo la gara non concedendo ulteriori palle-gol agli avversari (se non per Thuram proprio al 90', quando la Roma ancora sotto choc per il clamoroso errore di Florenzi a tu per tu del portiere di pochi secondi prima s'è fatta trovare impreparata da un lancio improvviso, con Fazio e Smalling attirati lateralmente dal pallone e Spinazzola lasciato solo a controllare due esterni in percussione). Dunque successo, e virtuale qualificazione ai sedicesimi, sarebbero stati ampiamente meritati. Prima dello scempio.

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Aumentano le certezze

Nelle difficoltà, insomma, la squadra si è compattata e tutti stanno imparando a fare tutto, intanto a non far perdere mai gli equilibri difensivi. Smalling e Mancini sono da considerare senza alcun dubbio due titolari ormai acquisiti, ma all'occorrenza si può sempre contare anche su Fazio, giovedì incerto in un paio di chiusure in velocità ma tutto sommato solido nella chiusura di molte insidie soprattutto su palla alta.

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Su Spinazzola Fonseca può indubbiamente contare in attesa del ritorno del miglior Florenzi, mentre Kolarov nella nuova impostazione a tre (con Mancini ad abbassarsi sulla linea dei due centrali) deve bilanciare i suoi inserimenti con quelli dell'omologo di destra e dunque non deve più percorrere chilometri senza mai essere servito. Veretout è una garanzia, Pastore senza mai brillare in dinamismo può dare il suo contributo, Dzeko è un leader anche in maschera, Zaniolo e Kluivert sono due cuccioli ormai svezzati e Perotti ha fatto le prove generali per il Milan. E Petrachi suggerisce intanto nuove proposte. Ora serve vincere.

8 - Tra i rimpianti maggiori dei tifosi della Roma a fine partita c'è sicuramente l'errore di Florenzi lanciato a rete da Dzeko in campo aperto. Ma pochi secondi prima c'era stata anche un'altra grande occasione mal sfruttata5 Al 41' st Perotti mostra a tutti l'importanza dell'esterno chiamato a giocare sulla fascia opposta rispetto al suo piede migliore: con una buona ricezione spalle alla porta, l'argentino lascia l'avversario sul posto e guadagna il centro da attaccare sul suo piede 6 Si viene così a formare un invitante 4 contro 2 che però Perotti non sfrutta bene: la freccia gialla indica l'assist che avrebbe messo in porta Antonucci e Florenzi, lui ha scelto invece la traccia della freccia rossa per servire Dzeko 7Lo stesso Dzeko potrebbe immediatamente servire Antonucci nella linea di passaggio gialla, invece avanza ancora 8E quando alla fine si decide a tirare il difensore è ormai rientrato e gli rimpallerà il pallone