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L'analisi di Roma-Cremonese 3-0: quanti centrocampisti, l’utopia da Pep a Gasp

Per ovviare all’assenza di cinque degli attaccanti della rosa la Roma ha fatto giocare tutti i suoi mediani: come nel sogno di Guardiola

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
24 Febbraio 2026 - 06:30

Nessuna sorpresa: l’integralista Gasperini può giocare anche con la difesa a quattro. È vero, credeteci è accaduto, di notte in uno stadio... Esito? Meraviglioso. Così, giusto per prendere in prestito qualche parola da un capolavoro in musica e raccontare in note un’altra bella serata di Roma. Ma la scelta dell’allenatore come sempre per le cose calcistiche che lo riguardano non è partita dalla necessità di costruire qualcosa in maniera differente, ma di ottimizzare una contrapposizione al 352 che prevedeva, per l’appunto, la marcatura individuale delle due punte avversarie con i due centrali per destinare il terzo marcatore a un centrocampista. Succede sempre contro squadre schierate in quella maniera. Stavolta, però, per inventarsi qualcosa di diverso dopo un tempo contro la Cremonese in cui la Roma dava la sensazione di sbattere la testa contro un muro, ha deciso di inserire intanto il quarto centrocampista (El Aynaoui al posto di Ghilardi, un difensore), e ha così mandato in marcatura un centrocampista sulla mezzala avversaria, con i conseguenti vantaggi per la qualità della manovra in fase di possesso palla. Cristante a quel punto si è alzato sul play avversario fungendo da trequartista di un 4231 praticamente inedito per la Roma (ma non in assoluto nella carriera di Gasperini, che altre volte con l’Atalanta aveva giocato in questa maniera). Il caso, e la bravura dei protagonisti, hanno voluto poi che il risultato venisse sbloccato su palla inattiva e questo ha indubbiamente facilitato il corso di una serata che era sembrata davvero complicata. 

Malen, la garanzia

Così si è a poco a poco concretizzata un’altra utopia nella serata in cui erano mancati inizialmente cinque attaccanti: Gasperini ha risolto la questione schierando contemporaneamente cinque centrocampisti (i quattro della rosa più Pellegrini e poi Venturino). La vecchia utopia di Guardiola era proprio quella di poter schierare, sia pur con le caratteristiche differenti più offensive o più difensive, un portiere e 10 centrocampisti in campo. Gasperini, partendo da presupposti completamente differenti, ha capito quella utilizzata domenica può essere una soluzione praticabile nel momento in cui mancano all’appello proprio tanti attaccanti. Per fortuna, però, che uno invece c’è. E non ha avuto bisogno neanche di un giorno d’ambientamento per rendere secondo le sue potenzialità. Stiamo ovviamente parlando di Donyell Malen, il nuovo centravanti della Roma, prodigio di classe, velocità e pragmatismo in grado di brillare di luce propria anche in una serata senza punte e chiusa, peraltro, senza gol. Nonostante ciò, Malen è stato il migliore in campo e ha onorato ancora una volta l’impegno con una prestazione super. Non ha rimpinguato il suo bottino (fermo comunque alla quota ragguardevole di cinque gol in sei partite) ma ha tenuto da solo in apprensione l’intero reparto difensivo avversario, creando anche il presupposto per il gol di Pisilli che ha chiuso la serata. C’è semmai un po’ di rammarico perché una coppia promettente come quella composta da Dybala e Malen si è vista all’opera solo per 75 minuti di partita a Torino, quando la loro intesa scassinò la cassaforte granata, e poi per altri 63 con il Milan, senza particolari squilli. E chissà che da qui alla fine della stagione non ci sarà modo di rivederli in campo insieme, questa almeno è la speranza. In attesa di quel momento, Gasperini qualcosa dovrà inventarsi. Per ora lo ha fatto avvicinando alla porta i suoi centrocampisti più offensivi. 

I centrocampisti attaccanti

Discorso a parte merita Koné, indubbiamente uno dei migliori interpreti del ruolo per l’apporto dinamico e per le capacità quasi magnetiche di intercettazioni in fase di non possesso, purtroppo però sprovvisto di quell’x-factor che gli potrebbe consentire di segnare anche qualche goal. Contro la Cremonese ha avuto tre occasioni e tre volte ha tirato male. «È questione di piedi», ha scherzato a fine partita Gasperini, «ma si possono migliorare». Un’altra considerazione la merita Cristante, tra i meno brillanti nel primo tempo e poi capace di salire sul banco dei protagonisti con un gol e un assist quando meno te lo aspetti, entrambe le volte sfruttando al meglio un calcio d’angolo proveniente da destra (battuti rispettivamente, da Pellegrini e El Aynaoui, come riportiamo nelle grafiche accanto). Menzione speciale, infine, per Venturino lo scattista dai piedi felpati. È arrivato a Roma quasi a sorpresa, un po’ scaricato dal Genoa, un po’ caricato da Gasperini, e ogni volta che scende in campo sembra mostrare qualche pezzo in più del suo repertorio. Efficace nel fraseggio, esplosivo negli strappi, preciso nelle rifiniture, pericoloso anche nelle conclusioni. questo ragazzo sta ripagando la fiducia dell’allenatore con pezzi di bravura sorprendenti. Pisilli conferma di essere l’incursore imprevedibile che è sempre stato in Primavera (le caratteristiche sono quelle, con Gasp può esaltarsi sia da mediano, sia da trequartista offensivo), El Aynaoui quel geometra con buona gamba che fa quadrare i conti senza apparentemente sentire mai la fatica della stanchezza.

La difesa insuperabile

Gasperini domani si accomoderà in poltrona per misurare gli sforzi che la Juventus dovrà fare per cercare di ribaltare il pesantissimo passivo subito a Istanbul in casa del Galatasaray per poi destinare gli ultimi giorni della settimana alle prove generali della sfida che illuminerà l’Olimpico domenica sera. La Roma sembra stare particolarmente bene e l’indice migliore deriva dalla solidità della difesa. Contro la Cremonese, il dato degli expected gol subiti è stato appena di 0,06 secondo sofascore.com, il più basso della stagione. Sostanzialmente nessun pericolo è stato corso se non quella volata di Vardy frustrata dal solito intervento tempisticamente perfetto da Svilar nel finale di gara e per quel colpo di testa alto di Thorsby. Un’altra prova di grande impermeabilità per il dodicesimo clean sheet su 26 partite di campionato (e ne sono stati conteggiati già tre in Europa League). Zero i tiri in porta subiti contro la squadra di Nicola, 23 (di cui 19 da dentro l’area) a 2 (di cui uno dall’area) il conteggio finale dei tiri verso la porta. In totale, la Roma fino ad oggi ha incassato appena 16 gol, 3 in meno della seconda (il Como). Resta invece decisamente contenuto il dato dei gol realizzati: appena 34, a fronte dei 62 segnati dall’Inter, ma anche dei 43 segnati dalla Juventus e dai 41 realizzati da Milan e Como.

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