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L'analisi di Atalanta-Roma: o si diverte Gasperini o non si diverte nessuno

Le partite della Roma possono essere spettacolari solo alzando la classe degli interpreti: con le punte in crisi e Dybala in difficoltà urgono rinforzi. Ma gli avversari raramente godono

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
05 Gennaio 2026 - 06:30

Nei vari aspetti con cui si può commentare la deludente (comunque la si veda) prestazione di sabato sera a Bergamo (di sicuro c’è un tema arbitrale, che trattiamo a parte, e altrettanto certamente c’è una inderogabile questione di rafforzamento della squadra), qui per natura propria preferiamo concentrarci come sempre facciamo su quello che di buono (poco) e di cattivo (stavolta molto) la prestazione ha rivelato dal punto di vista tattico e, ovviamente, anche tecnico. Il problema nasce intanto dalle scelte individuali.

Non sarà sfuggito al lettore più attento che è già capitato di dover far conto con il rammarico espresso, più o meno tra le righe, di Gasperini per alcune assenze che lo hanno privato in trasferte importanti (Hermoso a Torino, Wesley a Cagliari) di giocatori non tecnicamente infortunati (su quelli, ovviamente, nessuno discute) ma non al 100% della condizione che però per la partita successiva (o addirittura, nel caso di Wesley di Cagliari, la mattina successiva per l’allenamento) tornassero ad essere assai vispi. Un po’ di tempo fa Gasperini aveva posto l’accento, a margine di una conferenza stampa, sull’eccessivo utilizzo delle strumentazioni per verificare o meno la presenza di qualche fattore tale da sconsigliare l’utilizzo di un giocatore per una partita, anche se alla prova dei fatti il giocatore infortunato non è. Pare di capire, insomma, che all’interno della Roma ci sia un dibattito sulla valutazione degli infortuni e sulla loro prevenzione. 

L’infermeria per i non infortunati

Sta di fatto che anche stavolta Gasperini ha cominciato la partita senza Wesley (per eccesso di cautela, chissà quanto indotta e quanto spontanea) scegliendo al suo posto lo spaventatissimo Rensch che è andato subito in difficoltà al cospetto non di Cafu, ma, con tutto il rispetto, di Zappacosta (uno che magari ad averlo, per dire). L’assenza di Ndicka e la buona prestazione fornita da Ziolkowski contro il Genoa avevano spinto poi l’allenatore (che in ogni conferenza stampa sottolinea, inascoltato finora, l’importanza di avere un difensore in più nella rosa) a confermare il polacco su Scamacca tenendo Mancini a destra ed Hermoso nella consueta posizione sul centro-sinistra.

Non uno schieramento di garanzia, insomma, soprattutto se poi sul campo, alla prova dei fatti, emergono chiaramente le forti difficoltà dell’esterno olandese e la confusione del giovane centrale polacco e pure il resto della squadra non sembra nella serata più brillante, tanto da sprecare con diffuse responsabilità le due o tre occasioni che il destino aveva servito, in un caso addirittura su un piatto d’argento (il retropassaggio di Ederson a Dybala). Ecco dunque che la prima valutazione stavolta è di natura tecnica perché la Roma è mancata, innanzitutto, nell’interpretazione individuale di qualche giocatore, un po’ per quei limiti già individuati, un po’ per sopraggiunte e forse non proprio attese difficoltà.

Al riguardo qualche valutazione su Dybala è sicuramente in corso d’opera. L’argentino, tecnicamente ancora il miglior giocatore non solo della rosa della Roma ma probabilmente anche del campionato, non incide più come una volta e in prospettiva di un eventuale rinnovo l’orientamento al momento non sembra preludere ad un lieto fine. Resta negli occhi l’impaccio per l’occasione sprecata ad inizio gara, sullo 0-0, con il retropassaggio sbagliato di Ederson. In altri tempi Dybala avrebbe affrontato l’occasione con un piglio diverso e anche senza prendersi la responsabilità della conclusione in prima persona avrebbe messo un suo compagno in condizione di battere a rete in maniera assai più efficace di come è accaduto. 

Se i difensori sono i migliori

C’è poi una valutazione più generale di ordine tattico da fare. Come sottolineato più volte in queste pagine, la filosofia di Gasperini non ha in sé il gene della spettacolarità. Quasi sempre le partite delle squadre allenate dal tecnico piemontese vivono di duelli aspri, fondati proprio sui concetti base del suo calcio, quelle marcature individuali che portano la squadra a pressare gli avversari in ogni zona del campo, togliendo loro sostanzialmente il respiro. Quando però anche dall’altra parte accettano la sfida e impostano la gara nella stessa maniera, il campo da gioco diventa di battaglia e difficilmente la partita ne beneficia. Anche a Bergamo è andata così: logico essere portati a pensare che nelle gare della Roma (così come nell’Atalanta degli ultimi anni) o si diverte la squadra di Gasperini o non si diverte nessuno. O meglio, chi vince poi in qualche modo si diverte sempre, ma è rarissimo vedere partite spettacolari. Mentre la Roma di questi tempi si può divertire solo se segna, nello specifico se va in vantaggio, altrimenti sono guai. A Bergamo è arrivata infatti la settima sconfitta su sette (la sesta per 1-0) e i problemi alla fine sembrano essere gli stessi. Si costruiscono poche occasioni da gol (0,78 gli expected goal di Bergamo, contro 1,88 dell’Atalanta) e quelle poche vengono banalmente sprecate.

Alla fine gli attaccanti sono quasi sempre i peggiori nelle valutazioni e la squadra si regge quasi sempre sulle virtù dei difensori. E chissà che succederà a Lecce, quando la Roma si presenterà senza i suoi tre difensori titolari da inizio stagione, Ndicka ancora in Coppa d’Africa e gli squalificati Mancini ed Hermoso. C’è un motivo, insomma, se Gasperini ha insistito tanto sui possibili rinforzi offensivi in questa finestra di mercato. Raspadori e Zirkzee gli obiettivi scoperti ancora raggiungibili. Indispensabili, soprattutto il primo, per garantire quella “solidità” in area avversaria che finora è mancata.

Le soluzioni per Lecce

Intanto però c’è da vincere una partita già domani (curiosa anche questa circostanza partorita dalla Lega, con la Roma unica squadra chiamata a tornare a giocare nel nuovo anno due gare consecutive in trasferta a distanza di appena 70 ore una dall’altra) contro il Lecce reduce dal pareggio piuttosto fortunoso di Torino con la Juventus.

Mancando tutti e tre i suoi difensori, Gasperini sarà costretto a scegliere uno schieramento inedito modellato evidentemente sugli attaccanti avversari, probabilmente Pierotti, uno tra Camarda e Stulic in mezzo e uno tra Banda e Sottil a sinistra. Per la caratteristiche degli attaccanti di Di Francesco sembra difficile che possa retrocedere magari Cristante in difesa, è più probabile che venga scelto uno tra Celik e Rensch (l’altro andrà in fascia)  nel centrodestra, con Ghilardi e Ziolkowski su Camarda o Stulic e Pierotti. Scelte quasi obbligate anche per attacco e centrocampo. In attesa dei rinforzi dal mercato.

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