Per la Roma

Lettera a José Mourinho

Qualsiasi strada percorreremo alla fine ci farà rincontrare. Ti vogliamo bene, mister

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Danilo Serafini
14 Ottobre 2026 - 07:30

Eravamo diversi da tutti, mister.
Eravamo come quelli che ballano sotto la pioggia anziché ripararsi: chi li guarda li prende per matti. Noi, invece, eravamo semplicemente felici. E lo eravamo insieme. Come quando abbiamo pianto di gioia a Tirana, come quando abbiamo pianto di rabbia a Budapest. Mourinho e i Romanisti, i Romanisti e Mourinho: insieme, sempre.

Anche se tutti gli altri ci avevano lasciati da soli, circondati, allontanati. Più ci scansavano, più andavamo a dargli fastidio. Più ci volevano dividere, più restavamo attaccati come chi è consapevole che il loro destino non prescinde dal futuro dell’altro e, allora, si tengono stretti con le mani fino a farle sanguinare pur di non lasciarsi. Come le tue, di mani, sulla rete del settore ospiti a Leverkusen quando con i denti, ogni grammo possibile di cuore e il sangue agli occhi c’eravamo andati a prendere un’altra finale.

Quella coppa, quella che avrebbe cambiato per sempre la storia della ROMA, ce l’hanno rubata e che nessuno si metta mai a cercare un’altra parola per raccontarla: rubata. E mentre in alto erano troppo preoccupati di non spettinarsi, in basso – giù negli inferi di quel garage – te sei riuscito a darci fiato, parola, giustizia. E chi se ne frega se poi ti hanno fatto passare per matto, allora eravamo matti pure noi, eravamo matti insieme perché te l’ho detto: dalla pioggia c’è chi si ripara e chi, invece, ci balla sotto.
I primi, li riconosci, sono quelli che si sono dimenticati il significato della parola sognare. Noi, invece, siamo quelli che non abbiamo mai smesso di farlo e, in ogni singolo giorno insieme, con te tutto è stato possibile.
Qualsiasi strada percorreremo alla fine ci farà rincontrare. 
Ti vogliamo bene, mister.

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