Orgoglio e pregiudizio
Il calcio vive di se e di ma e se uno di questi fosse finito, per sbaglio, in fondo alla rete della ROMA statene certi che ogni scelta di Gasperini sarebbe stata ridiscussa
(GETTY IMAGES)
La ROMA ti viene a prendere, ti salta addosso e ti strappa il pallone dai piedi.
Ed è proprio in quel momento che inizia l’azione d’attacco, con quella riconquista invade l’area. È il motivo per il quale, certe volte, i nostri centrali di difesa li scopri davanti a tutti gli altri. E non c’entra niente la mossa della disperazione, alla Spalletti, nello spedire in campo Gatti da centravanti contro il Milan.
Qui stiamo parlando di scelte, idee: strategia.
E così capita pure che, ben oltre il novantesimo della partita contro il Torino, Gianluca Mancini scende a tutta fascia fino a fagocitare il pallone agli avversari: quel pallone, poi, è diventato il colpo del ko grazie al diagonale vincente di Pisilli.
Ma il calcio, come la vita, vive di se e di ma e se uno di questi se e di questi ma – nelle rare occasioni avute dai granata – fosse finito, per sbaglio, in fondo alla rete della ROMA statene certi che ogni scelta di Gasperini sarebbe stata ridiscussa. E pure la partita sminuzzata al laser per ricercare qualche critica da fare al mister.
Perché, non ce ne voglia De Zerbi, conta vincere. E il risultato, nella migliore, influenza i giudizi.
Perciò se il cambio di Malen a inizio ripresa adesso viene raccontato per quello che è stato – gestione dell’olandese. Fiducia e minuti per Castro – si può pensare, con assoluta certezza, che con il pareggio l’allenatore piemontese sarebbe stato accusato di fenomenite. E la lista degli esempi che potrei fare è lunghissima. Credetemi, allora: non cedete alla tentazione di pensare a un volo pindarico, non lo è. E vi basterà pensare, dopo le tre vittorie consecutive in campionato, al pareggio Champions ottenuto in Turchia... lì dove Mancini, per un anticipo sbagliato, era stato già raccontato come bollito senza dar credito alle altre più di trecento partite prima o a quella successiva: questa di Torino.
In cui il ventitré giallorosso ha sfoderato una prova maiuscola.
Per la frustrazione di chi, lungo il fiume, aspetta di veder passare la ROMA di Gasperini e si ritrova invece, ogni volta, a non veder altro se non la loro immagine riflessa.
Non deve essere un bello spettacolo eh...
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