Per la Roma

Il “Fight Club” delle opinioni

Il mio professore di italiano al liceo mi mostrò come una stessa notizia potesse essere presentata in modo completamente differente: così purtroppo accade anche alla Roma

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Danilo Per la Roma
15 Dicembre 2025 - 07:00

Il mio professore di italiano al liceo portava a scuola diversi giornali, per dimostrarci come la stessa identica notizia venisse presentata in modo completamente differente. E così anche nei vari telegiornali: quello che per uno era allarmante, per un altro - neanche a dirlo - rassicurante. Quello che da una parte veniva raccontato come costruttivo per un altro - anche grazie a dei toni molto allarmanti - distruttivo. Insomma: stesso accadimento, differente interpretazione e rappresentazione.

Bello questo termine, rappresentazione: come si fosse a teatro solo che quella… era realtà. E alla stessa maniera nel calcio, anzi con la ROMA che del calcio ne è la sua parte migliore: l’unica possibile. E così se per alcuni l’iniziativa della società di risparmiare ai dipendenti la classica cena di Natale – avete presente la vostra? Quella in cui tutti aspettano il primo che ha il coraggio di infilarsi il cappotto per innescare il fuggi-fuggi generale – per devolvere la cifra della mancata organizzazione al Bambin Gesù, alla Fondazione Telethon e all’associazione Andrea Tudisco è stata una iniziativa lodevole… per altri il là per il malumore degli impiegati di Trigoria.

Se per qualcuno Dybala è ormai, da tempo, solo un mezzo per criticare Gasperini – fa ridere che se lo fa giocare con continuità mette a rischio le sue fibre muscolari. Se lo utilizza di meno, però, lo sta umiliando – per altri, al contrario, il tecnico lo sta gestendo benissimo. Se per alcuni il viaggio di Massara a Londra per cercare di arrivare a Zirkzee è la conferma che si sta facendo sul serio per l’olandese, per altri un tentativo disperato.

Chiavi di lettura… anzi in quest’ultimo caso, in particolare, chiave inglese: quella che, troppe volte, si vorrebbe utilizzare, e si utilizza, per cercare di sbullonare la ROMA perché poi, di fondo, rimane alterata la differenza sostanziosa, e sostanziale, che c’è e può esserci tra la critica – lecita, puntuale, equilibrata – e la volontà, sempre e comunque, di trovare, anche dove non ce ne sarebbe alcuna necessità, del marcio. Magari in Danimarca eh, macché… a casa nostra: un cortocircuito insopportabile, una sciatteria urticante, una litania logorante. Raramente per caso, spesso per ego.
Mai per la ROMA.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI