Si può realizzare in Italia uno stadio nuovo, uno stadio di terza generazione come di quelli che si è abituati a vedere soltanto all'estero, praticamente da zero, in poco più di un anno? Sì, è possibile. E l'esempio viene da Frosinone, dove, ieri, alla presenza del Ministro dello Sport Lotti, del presidente del Coni Malagò e di quello della Figc Tavecchio, si è inaugurato il nuovo stadio comunale "Benito Stirpe". Un impianto moderno con 16.125 posti tutti a sedere e tutti al coperto con skybox, area hospitality, uno store ufficiale, aree ristoro e tutti i comfort che una struttura del genere oggi richiede. Lì, dove dagli anni Settanta sorgeva un rudere, oggi c'è uno stadio nato dalla sinergia tra amministrazione comunale e società di calcio che ha richiesto un investimento complessivo di circa 20 milioni di euro: 9 dal Comune e 11 da parte del privato per dare il volto definitivo al "Benito Stirpe". Un impianto di proprietà comunale che sarà gestito dal privato, una società esterna legata al Frosinone Calcio,per quarantacinque anni con la formula della concessione di lavori pubblici. La ricetta del successo? A spiegarla sono stati il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani e il presidente Maurizio Stirpe:«Questo stadio è il simbolo della concretezza, del fatto che quando c'è la volontà di fare le cose nulla è precluso». La chiave di volta è stata nel riconsiderare il rapporto tra pubblico e privato, nel quale il pubblico ha creato le condizioni per liberare le risorse dei privati con vantaggi per la collettività. Non resta che giocare.