«Dategli tempo e questa Roma vi sorprenderà». Dirlo oggi potrebbe essere pure un po' paradossale, ma Stefano Desideri ce lo ha detto con una convinzione tale che c'è da dargli credito. E non solo perché è un tifoso giallorosso, ma anche perché è un ex che è rimasto nel cuore di moltissimi tifosi, tuttora nella società dove cura con Bruno Conti, le accademie calcio giallorosse.

Stefano questo inizio di stagione non è stato quello che ci si aspettava.
«Non capisco lo stupore. Quante volte la Roma ha cominciato non convincendo per poi far rimangiare tanti giudizi frettolosamente negativi? Succederà anche questa volta».

Noi pure ce lo auguriamo, però i tifosi sono perlomeno perplessi.
«Li capisco, ci mancherebbe. I tifosi la Roma la vivono in una maniera passionale. Mi permetto solo di dirgli di stare tranquilli. Anche quest'anno arriveranno le soddisfazioni».

Su che basi questo tuo ottimismo?
«Sul talento che c'è all'interno della Roma. Vi garantisco che ce ne è parecchio, dall'allenatore ai calciatori».

Di Francesco, però, in questo momento non sembra essere nelle grazie della gente.
«Io vi dico che Eusebio è un grande allenatore. Non ho dubbi su questo, io l'ho visto lavorare, ha tutto per costruire una Roma in grado di giocare bene e vincere. Ha solo bisogno di una cosa».

Che cosa?
«Che venga aiutato da tutti. Chi vuole bene alla Roma oggi deve dire forza Eusebio».

Ma questo inizio così lento della squadra come te lo spieghi?
«Con il fatto che sono arrivati tanti giocatori nuovi. Io sento che si parla però soltanto delle cessioni che, per carità, ci sono state. Ma ne sono stati acquistati tanti di giocatori che hanno qualità e margini di miglioramento enormi. Parecchi sono giovani, sono arrivati in un paese nuovo, in un ambiente diverso, in uno spogliatoio importante. Per me è solo questione di tempo».

Parli di talento. In questo senso su chi punteresti a occhi chiusi?
«Su parecchi, ma se devo fare soltanto un nome, allora dico Justin Kluivert. Ha soltanto diciannove anni, ma mi sembra un predestinato. Ha tutto. Gamba, spunto, piede, può diventare un crack e nella Roma ha tutto per riuscirci».

Su Cristante si discute sul fatto se possa giocare da interno di centrocampo.
«Non scherziamo, ma certo che può giocare da interno, da trequartista dove sento dire dovrebbe giocare, per me avrebbe poco campo per i suoi inserimenti che possono essere letali. Ha un fisico importante, quindi gli serve solo un po' di tempo per essere al cento per cento della condizione. Dopo vi farà divertire anche perché ha pure una certa confidenza con la porta avversaria».

Nzonzi sembra ancora un po' in ritardo di condizione.
«Anche per il francese vale il discorso del fisico imponente, in più ha giocato il Mondiale che ha pure vinto ed è tornato a lavorare solo il dieci agosto scorso. Ma un giocatore come lui non si può certo discutere, ha talento, qualità, quantità, tempi di gioco. Vedrete che tra qualche settimana vi avrà convinto».

Può giocare insieme a De Rossi?
«Rispondo con un classico di Nils Liedholm: quelli forti possono sempre giocare insieme».

Quindi pure Pastore.
«Ma davvero qualcuno vuole discutere le qualità dell'argentino? Magari ce l'avessi avuta io la sua tecnica con il pallone tra i piedi. Stiamo parlando di un grandissimo calciatore».

Sì, però, interno di centrocampo o trequartista dietro le punte?
«Guardate che può giocare anche esterno alto offensivo, io nel Psg spesso l'ho visto nella posizione di punta esterna. Nel quattro-due-tre-uno per me può fare il Perrotta della situazione, nel quattro-tre-tre l'intermedio anche se in quel ruolo deve essere al cento per cento della condizione fisica».

A proposito di condizione fisica: una delle accuse che si fanno in questi giorni alla Roma è che sia indietro dal punto di vista atletico.
«È possibile che non sia al cento per cento, ma credo che in questo momento della stagione sia anche abbastanza naturale per una squadra che vuole arrivare in fondo a tutte le tre competizioni che gioca. Io credo che a questa Roma più che la condizione manchi un'altra cosa».

Cosa?
«Una vittoria. Se da Bologna, come credo, tornerà con tre punti sono certo che molti problemi diventeranno un ricordo».

C'è un giocatore della Roma dal quale ti aspetti di più?
«Certo che c'è. E se ci penso, mi arrabbio».

A chi ti riferisci?
«A Patrick Schick. Non lo sa neppure lui quanto è forte. Ha un fisico impressionante, ce lo avessi avuto io avremmo vinto le partite già nel tunnel prima di entrare in campo. Gli serve una giocata, un gol decisivo, un applauso e poi vedrete che fenomeno che è».