Il tempo che fa su Fazio, inteso come Federico, difensore centrale della Roma, non è dei migliori. Fin dall'alba della stagione, le prestazioni altisonanti di quella passata sembrano soltanto un ricordo sbiadito. Colpa della maglia indossata durante l'estate, per qualcuno. E in questo caso non c'entrano le affinità cromatiche della sua Argentina. Quanto invece, probabilmente, una fase di preparazione saltata quasi del tutto. Assieme a Kolarov, è stato proprio Fazio a rientrare nel gruppo giallorosso a tournée americana già avviata. Forse è un caso, forse no, che siano loro i due giocatori maggiormente sotto accusa per il momento negativo della Roma. Senza buttare la croce addosso a nessuno, i due finora hanno evidenziato ritardi evidentissimi. Al momento sembrano le ombre lontane dei due leader ammirati negli ultimi dodici mesi. Perfino la manovra offensiva ne risente, essendo stati nella scorsa stagione due registi aggiunti. Ma anche la precisione nei passaggi più semplici sembra lontana dai rispettivi standard attuali.

Fermo restando che la fase difensiva coinvolge i movimenti di tutta la squadra, il dato dei cento (100!) tiri subiti nelle prime cinque gare ufficiali appare inquietante. E se i gol incassati sono dieci (con una media di due a partita) e non di più, gran parte del merito va ascritto al portiere di chiaro stampo nordico, quello che tutti attendevano al varco per la pesantissima eredità che sarebbe stato chiamato a raccogliere. E che invece raccoglie consensi a suon di miracoli, con la prestazione del Bernabeu una spanna sopra le altre. Sta di fatto che qualche cambiamento nel reparto deve essere registrato. E allora Fazio, già a riposo contro il Chievo, sembra essere il principale indiziato a finire nuovamente in panchina, in attesa di tempi migliori. Jesus e Marcano - che pure nelle rispettive apparizioni certo non hanno entusiasmato - sono i candidati all'eventuale sostituzione.