Cosa potrà dare Stephan El Shaarawy, il più sottovalutato (mediaticamente) colpo del recente calciomercato italiano, alla Roma di Paulo Fonseca? Essendo il Faraone il meno esterno degli esterni d'attacco che in un passato più o meno recente hanno indossato la maglia giallorossa, e considerando che il tecnico portoghese gioca senza esterni d'attacco, è molto forte la sensazione che il suo (ri)acquisto non sia stato casuale o legato soltanto alla voglia del giocatore di rientrare in Italia. Perché, dati tecnici alla mano, El Shaarawy sembra avere tutte le qualità giuste per muoversi come uno dei due trequartisti alle spalle della punta centrale. Perché è un esterno che ha sempre amato "entrare" dentro al campo per guardare la porta avversaria e provare la conclusione. Fungendo così, di fatto, sia da esterno sia da seconda punta.

Resta da valutare come riuscirà a interpretare la fase di non possesso, dato che nel 3-4-2-1 della Roma uno se non entrambi i trequartisti quando la palla ce l'hanno gli avversari arretrano sulla linea dei centrocampisti. Ma Fonseca potrebbe trovare un'altra soluzione, tipo difendere 4-4-2 con la punta centrale e uno dei trequartisti costantemente sistemati nella linea d'attacco. E Stephan, anche per precise caratteristiche tecniche, potrebbe essere uno dei due, chissà.

Una cosa, intanto, appare sicura: con lui, come accennato prima, la Roma ha migliorato il proprio quoziente di qualità. E i giocatori di qualità non possono mai creare problemi a un allenatore, quindi a una squadra. Sarà determinante, però, trovare la soluzione tattica ideale per sfruttare i suoi numeri e permettergli così di dare una robusta mano alla causa. E questo, al di là delle mosse dell'allenatore, gli sarà possibile con continuità solo quando avrà recuperato una condizione atletica importante. Il lunghissimo periodo di inattività non può non avergli creato problemi, sotto questo aspetto. Uno non dimentica come si gioca al calcio, ma se non si allena nella giusta maniera tutto diventa maledettamente più complicato. Il Faraone nei mesi passati ha lavorato molto, ma sempre per conto proprio. In solitudine. E solo recentemente ha (ri)cominciato a svolgere una preparazione adatta per tornare in campo. Va atteso, perciò. Ma con fiducia. Uno come lui, del resto, non potrà mai indebolire la Roma. Non si accettano smentite.