Mancano quattordici partite alla conclusione del campionato. Facendo una banale tabellina del tre, sono quarantadue punti a disposizione. Fonseca parta da qui per spiegare ai suoi giocatori che anche solo pensare di non poter raggiungere il quarto posto, sarebbe il peccato più grave che si potrebbe commettere in questo momento. È vero, la Roma sta vivendo il momento più difficile da quando il portoghese si è seduto in panchina, certificato dalla terza sconfitta consecutiva in campionato, settima in totale, nona considerando pure le coppe, ma anche, se non soprattutto, da quella insopportabile sensazione di fragilità che questa squadra continua a dare, in particolare in questo duemilaventi.

Basta il primo episodio contrario, come ieri sera a Bergamo con il pareggio di Palomino, perché i giallorossi vadano in confusione mentale, incapaci di avere una reazione degna di chi comincia a giocare quando il gioco si fa duro. Ci sarà pure un problema di gioventù, ma non è accettabile che dopo aver giocato un primo tempo più che dignitoso, concluso pure in vantaggio con quella zampata di Dzeko, la squadra si ripresenti in campo con il peso di responsabilità che in quel momento dovevano essere soltanto sulle spalle dei giocatori di Gasperini.

È questa fragilità il male oscuro, poi neppure così oscuro, che sta rallentando il lavoro di Fonseca. Ed è su questa fragilità che si dovrà lavorare nelle prossime settimane, per cercare di uscire dal buco nero in cui la Roma si è andata a cacciare. Lo spazio per un recupero a questo punto è minimo, ma c'è. L'Atalanta ha festeggiato il Natale a quattro punti di distanza dalla Roma, ora ne ha sei di vantaggio, uno scarto di dieci punti maturato in sette partite. A disposizione, di partite, ora ce ne sono il doppio. Sarà fondamentale pensare di potercela fare, puntando a recuperare un punto alla volta. Nelle prossime cinque, prima dell'ultima sosta, i giallorossi giocheranno in casa con Lecce, Samp e Udinese e andranno a far visita a Cagliari e Milan. Non è un calendario impossibile. A patto che la Roma torni a essere quella del derby dimenticando le sue fragilità. Noi ci crediamo.

Certo una mano la dovrà darla anche l'Atalanta che, magari distratta da quella grande avventura che si chiama Champions League, potrebbe pagare un pedaggio ai sogni europei. In questo senso sarà bene che i bergamaschi si qualifichino per i quarti. Ma prima di tutto sarà necessario ritrovare la Roma. E in fretta.