La grande occasione per Elio arriva alla soglia dei 22 anni. Capradossi è rientrato alla Roma, la casa madre, dopo un anno e mezzo di prestito al Bari, questa volta per giocarsi le proprie opportunità. Non più un "supergiovane", come canta il suo famoso omonimo, ma ancora in età giusta per poter sbocciare. Nonostante abbia sempre bruciato le tappe nel settore giovanile: ha esordito con la Primavera non ancora diciassettene - al Torneo di Viareggio del 2013 - e qualche mese più tardi in campionato, diventando col tempo una delle colonne della squadra di Alberto De Rossi, fino a condurla da Capitano alla vittoria dello scudetto del 2015/16. All'indomani di quel trionfo ha avuto inizio la sua carriera da professionista, dopo aver bruciato le tappe nelle varie squadre del vivaio giallorosso ed essersi segnalato fin da giovanissimo come uno dei diamanti più fulgidi della miniera di Trigoria. Tanto da diventare una colonna difensiva di tutte le selezioni giovanili nazionali. Sotto la guida di Zoratto in Under 16, 17 (con la quale conquista una finale dell'Europeo di categoria da protagonista, segnando anche due gol nella fase conclusiva) e 18; poi l'Under 19 e 20 rispettivamente con Pane e Evani; fino a conquistare la convocazione da parte di Gigi Di Biagio per l'Under 21.

Dopo il tricolore con la Primavera, la Roma lo manda a farsi le ossa a Bari. È il vero e proprio impatto col calcio dei "grandi", anche se in realtà Capradossi quell'aria l'aveva già annusata. E nella partita più importante: Garcia lo convoca in occasione della sfida con la Juventus del 30 agosto 2015, esordio casalingo in grande stile. Elio resta in panchina ad ammirare gli splendidi gol di Dzeko e di Pjanic (ancora dalla parte giusta della barricata) che regalano la vittoria alla Roma e il sogno/illusione che possa essere l'anno buono. Lo sarà per la Primavera e il difensore sarà grande protagonista di quella stagione trionfale conclusa col fregio di Campioni d'Italia. Qualche mese dopo comincia l'avventura al Bari. In Puglia Elio sembra ritagliarsi subito un ruolo da protagonista, schierato titolare dal tecnico Grosso nei primi turni di Coppa Italia. Poi con Stellone in panchina esce dai radar per qualche tempo, dopo aver disputato due gare anche in campionato, tanto che da Trigoria si chiedono se quella di spedirlo a Bari - rinunciando a diverse altre proposte - sia stata la scelta giusta.

È un altro romano, Colantuono, a farne un punto fermo dei biancorossi fino al termine della stagione, quando Roma e Bari rinnovano il prestito e Elio si ritrova a lavorare nuovamente con Grosso, che lo schiera più o meno stabilmente fino a novembre. Da allora, sopra la panca Capradossi campa. Tanto che Monchi decide di riportarlo alla base, complice anche il trasferimento last minute di Moreno alla Real Sociedad, che di fatto snellisce la rosa di centrali difensivi. Adesso, oltre a Fazio, Manolas e Jesus, ci sarà anche il giovane cresciuto in casa (inserito anche nella lista Champions). E chissà che non sfrutti la grande occasione fornita da mamma Roma.