Quando si incontrano allenatori così è anche inevitabile che escano fuori partite così, con diverse occasioni da gol, con le linee difensive pronte ad alzarsi per appoggiare le manovre offensive, con qualche varco di troppo lasciato sgombro e con gli inevitabili rimpianti che avranno oggi sia Giampaolo sia Di Francesco, e chissà se matureranno qualche considerazione diversa in vista della sfida che andrà in replica domenica sera all'Olimpico. Alla fine si faceva la conta di acciacchi e infortuni: serio quello di Praet, un centrocampista di qualità davvero promettente, meno preoccupante per la Samp quello di Quagliarella (e comunque Caprari ieri si è fatto apprezzare quando è entrato), mentre a Trigoria si valuteranno oggi le condizioni di tutti, dopo la gran faticaccia del doppio 1-1 tra Milano e Genova, quello rincorsi, questo di rincorsa. Due punti quando se ne volevano fare sei, segno che per lo scudetto la questione diventa impraticabile (ora sono tredici e senza più asterisco i punti di distacco dal Napoli, dodici dalla Juve) e per la Champions si fa preoccupante, con la Lazio che non si ferma mai e con l'Inter a +2.

Bisognerà solo capire se in questa nuova fase della stagione che si aprirà domenica, di nuovo contro la Samp, ci sarà ancora Dzeko. Ieri è stato croce e delizia dei circa 1000 tifosi sparsi tra il settore ospiti e la tribuna: ad ogni gol sbagliato qualcuno si alzava per urlare in direzione di Monchi e Baldissoni di venderlo di corsa, poi al gol però avevano di nuovo cambiato tutti idea. Forse c'è bisogno solo di un po' di serenità, di ritrovare quell'armonia perduta in una fine d'anno vecchio e un inizio di nuovo per ritrovare anche la vecchia Roma e il vecchio Dzeko, quello bello e maestoso che ieri si è alzato tra i due sampdoriani e ha pareggiato all'ultimo respiro e non quello incerto che anche stavolta ha sprecato un paio di occasioni grosse e, suo malgrado, ha pure impedito ad Antonucci di segnare. Di sicuro è vivo. E vuole lottare ancora a lungo. Ma le vie del mercato sono infinite e il Chelsea può ancora rilanciare.