Si sono fatti sentire come sempre, i 34.761 presenti allo stadio: tifo forte e intenso sullo 0-0, si sono sentiti parecchi fischi quando è finito il primo tempo, ma erano diretti non alla squadra ma all'arbitro, Giua di Olbia, che non aveva mai diretto prima i giallorossi, e due minuti prima aveva fischiato il rigore che aveva portato avanti la Spal. Rigore che c'era, il fallo di Kolarov è apparso evidente, ma non è piaciuta la gestione dei falli del giovane fischietto sardo, contestato in più occasioni dallo stadio. Che invece si è fatto sentire a favore della squadra, sia nel primo tempo che nella ripresa di una gara che si stava terribilmente complicando. Florenzi e compagni non hanno perso la calma, e la Curva li ha accompagnati, con i soliti cori, a partire dal classico "Maracanà / Maracanà, siamo venuti fino a qua...". E forse anche per il sostegno (che non è certo una novità di ieri) che a fine partita la società ha dato appuntamento, tramite annuncio dello speaker, Matteo Vespasiani, al primo allenamento dell'anno, il primo gennaio, in via del tutto eccezionale a porte aperte, al Tre Fontane.

Per Aldrovandi

Negli anni scorsi i tifosi di Roma e Spal si erano ritrovati dalla stessa parte della barricata nel nome di Federico Aldrovandi, il 18enne studente di Ferrara morto il 25 settembre 2005 durante un controllo di Polizia (con tanto di condanne agli agenti, e depistaggi). Tante volte lo striscione col volto del ragazzo non era fatto entrare all'Olimpico, ieri è stato sventolato per tutta la gara nel settore ospiti. E i tifosi romanisti - oltre ai cori contro Pallotta - si sono uniti a quelli per "Aldro".