Che, almeno, serva da lezione. Sperando non succeda più. Perché i novanta minuti di ieri sera all'Olimpico giocati contro il Wolfsberger, non sono stati i peggiori della stagione solo perché alla fine la qualificazione ai sedicesimi è comunque arrivata. Ma certo non può bastare. Mai nell'era fonsechiana avevamo visto una Roma così svagata, superficiale, poco squadra, incapace di vincere una partita che avrebbe garantito quel primo posto, complice l'inaspettato successo dei turchi in Germania, che avrebbe consentito di presentarsi al sorteggio di lunedì prossimo con molte meno apprensioni di quelle che invece avremo.

Se prima ci si poteva attaccare alle nefandezze arbitrali subite nelle due partite con la capolista della Bundesliga, ora, dopo aver fatto appena due punti con gli austriaci, un po' di mea culpa i giallorossi devono farlo. Come lo ha fatto Fonseca, ribadito pure da Perotti che ha parlato di una Roma che ha giocato sottostimando gli avversari. È un aggravante, soprattutto alla luce del fatto di essere andati due volte in vantaggio contro una squadra che non aveva niente da chiedere alla partita, facendosi raggiungere in entrambe le occasioni con l'inevitabile cuore in gola negli ultimi minuti dopo che dalla Germania era arrivata la notizia del vantaggio turco.

I giallorossi avrebbero dovuto giocare come ha fatto Zaniolo, il più giovane, nel momento in cui Fonseca l'ha mandato in campo. Gli avversari, tutti, bisogna batterli sul campo, evitando, sempre, di pensare di essere più forti. Così si va incontro solo a brutte figure. Fonseca che nei suoi mesi romanisti ci aveva fatto capire di amare poco il turnover, ieri sera, complici anche alcuni infortuni, ha provato a farlo: il portiere (Mirante, peraltro, è stato bravissimo fino all'infortunio), tre difensori su quattro, i tre trequartisti, il risultato è che in campo ha visto una Roma che non gli ha dato le risposte che si aspettava. Le riserve, o presunte tali, hanno perso una grande occasione per mettere in difficoltà il tecnico portoghese. Detto questo, siamo sicuri che nessuna delle teste di serie vorrà pescare la Roma. Perché quella vera se la potrà giocare con tutti.