La Curva Sud c'è sempre. A qualunque orario, con qualunque temperatura e con qualunque previsione meterologica. Perché l'amore per la Roma va oltre. E così anche di giovedì alle 21, in una serata neanche troppo fredda ma umidissima allo Stadio Olimpico il colpo d'occhio non sarà certo quello delle grandi occasioni(21.672 i paganti) ma la gente ha voglia di Roma. Per quella che rappresenta l'ultima partita del girone eliminatorio dell'Europa League, uno degli obiettivi stagionali della Roma di Fonseca. Non manca una discreta rappresentanza di tifosi austriaci nel settore ospiti, isolato per la chiusura della Curva Nord. Una sciarpata tra Sud e Tevere, interrotte dallo spicchio dei Distinti Sud non aperti al pubblico per l'affluenza più scarsa del solito.

E poi al fischio d'inizio una mini-coreografia di bandiere nella parte bassa della Curva dà l'avvio ai rituali cori di inizio partita per incoraggiare la squadra, accolta già dal riscaldamento da applausi (con qualche dedica speciale a Florenzi, tornato titolare contro il Wolfsberger in un momento non proprio felice per il numero 24 giallorosso, il meno protagonista in questa (quasi) prima metà di stagione. Con il gelo rotto subito da Perotti, che realizza il calcio di rigore procurato da Dzeko e che l'arbitro Pawson fa battere solo dopo che i medici del Wolfsberger si occupano del portiere Kofler, contuso nell'impatto con il bosniaco. Gelo di diversa natura per il pareggio degli austriaci, maturato nella sfortunata circostanza del tocco di Florenzi nella propria porta. Dzeko riporta in vantaggio la Roma e si va all'intervallo.

"Voglio solo star con te", canta la Sud a inizio ripresa ma la Roma è distratta, non è in serata (qualche fischio per un deludente Ünder all'uscita dal campo). Il gol del pareggio del Wolfsberger è nell'aria. Arriva al 18' del secondo tempo, appena entrato Pau Lopez al posto dell'infortunato Mirante. Le combinazioni del girone - col Moenchengladbach che viene beffato in casa dal Basaksehir - fanno peggiorare l'umore dei tifosi sugli spalti: se segni arrivi primo del girone, se prendi il gol vieni eliminato. Non bastano gli innesti di Pellegrini e Zaniolo che comunque ravvivano la serata e la speranza dei romanisti. L'umidità lascia il posto al gelo che, fortunatamente, non arriva per intero perché la gara finisce in parità. E lo stadio con un timido applauso sottolinea che si è fatto meno del dovuto e non c'è molto da festeggiare.