Abbiamo già nostalgia della disfatta della nostra Nazionale. Dopo la mancata qualificazione della squadra di Ventura, il calcio – inteso come dirigenti vari e portatori di interessi che vi gravitano intorno – aveva capito di averla fatta grossa. Era emerso come la gestione affaristica avesse portato solo danni, avendo posto l'aspetto puramente sportivo in secondo piano e al servizio degli interessi personali. In pratica, tutti, ma proprio tutti, sposavano la linea che Damiano Tommasi sosteneva da presidente dell'Aic. Quel Damiano Tommasi che, ad oggi, sembra purtroppo il candidato meno accreditato – sebbene per noi rimanga il migliore – per la presidenza della Figc. Perché, nel frattempo, di cose ne sono successe. Per tornare al punto di partenza. A due settimane dall'elezione dell'uomo che lo guiderà nei prossimi anni, il calcio si presenta di nuovo diviso. Come se nulla fosse successo. E con Claudio Lotito che, dopo aver agito nell'ombra fino a due giorni fa, si candida alla presidenza della Figc: «Ho 12 club dalla mia parte. Se ho la maggioranza? Certo che ho la maggioranza». L'annuncio (una minaccia?) del presidente di Lazio e Salernitana, giunge a margine dell'assemblea straordinaria elettiva della Lega nazionale dilettanti che ha indicato Cosimo Sibilia come candidato presidente alle prossime elezioni federali del 29 gennaio. «Allora ci vediamo alle urne?», gli ha chiesto un Damiano Tommasi che sembrava averne viste di tutti i colori. La risposta di Lotito non si è fatta attendere: «Io non mi sono candidato, mi hanno indicato. Mi candido solo se ci sono le condizioni», ha quindi concluso il presidente biancoceleste. L'intenzione, forse, non è arrivare alla poltrona più importante di via Allegri, ma far vedere che è pronto a fare un passo indietro sulla Federcalcio per ottenere altro. Che il calcio puntualmente gli darà. «Ho voti anche in B dove mi davate morto», la minaccia finale.

Ecco, allora, che cominciano ad avere un senso i rumors dei giorni scorsi, secondo i quali Lotito potrebbe offrire appoggio ai Dilettanti guidati da Cosimo Sibilia, uomo forte della partita Figc grazie al 34% che la sua Lega gli assicura. L'asse che sta nascendo vedrebbe, con il figlio dell'ex presidente dell'Avellino presidente della Figc, ancora Lotito in primo piano. Con il 17% di Gravina che convoglierebbe nella nuova coalizione. La corsa alla Figc del "sindacalista" Damiano Tommasi, l'anima candida del terzo scudetto romanista, verrebbe così stoppata, così come il rinnovamento del movimento. «Una eventuale candidatura di Lotito alla Figc? Non è impossibile, visto che dice di avere le firme per depositare la candidatura. Ci siamo fermati a parlare delle cose da fare, non so se le metterà nel programma. Ma la risposta a Italia-Svezia credo debba essere un'altra rispetto a questa prospettiva». Ai microfoni di Sky Sport, l'ex centrocampista della Roma ha aggiunto: «Se ci fossero quattro candidati sarebbe la certificazione dei motivi per cui non siamo andati ai Mondiali. Poi ci auguriamo tutti che il 29 gennaio ci sia un presidente eletto e che sia in grado di raccogliere i consensi necessari per mettere mano alle cose da fare. Ho avvertito prima di altri che la via unitaria era difficile da percorrere e non volevo che la mia candidatura fosse una candidatura contro, la mia candidatura c'è perché c'è un tema da portare avanti. A poche ore dalla chiusura delle candidature siamo ancora disponibili a convergere su un nome se si comincia a parlare di calcio, cosa di cui ha bisogno la federazione. C'è bisogno di una rivoluzione culturale nel nostro calcio. Albertini? È un nome concreto ma purtroppo non è ricercato da altri, è questo il problema», ha concluso Tommasi. Contro Lotito, in Lega di A ci sono soprattutto Cairo e Marotta e anche la Roma. La loro speranza, ora, si chiama Malagò, sul quale premono per accelerare quel commissariamento che dopo Italia- Svezia sembrava la soluzione più naturale. Ancora una volta il calcio italiano si conferma statico, incartato su sé stesso tra divisioni, litigi e individualismi. In attesa del prossimo flop.

Ecco l'intervento di Tommasi durante il forum nella redazione del Romanista