«Sono sconvolto dalla Uefa, è uno scherzo, è pazzia, non ha senso. Non hanno i soldi». Quando a fine luglio James Pallotta denunciò l'anomalia della situazione finanziaria del Milan, i più buoni gli risero in faccia. Era invece lo sfogo di un presidente che da quando aveva messo piede a Roma si era sempre mosso rispettando i rigidi paletti del fair play finanziario. Riuscendo contemporaneamente nell'impresa di mantenere alto il tasso tecnico della squadra. E sopportando anche chi si lamentava del "via vai" nel calciomercato estivo. Ora, a distanza di soli cinque mesi, l'Uefa sembra dare ragione al presidente giallorosso. E anche a Ilaria D'Amico,che dai microfoni di "Sky Calcio Show" meno di un mese dopo affermava: «Se ci saranno le coperture finanziarie questa società avrà fatto un lavoro straordinario...». Una frase che stizzì il Milan, che impose ai propri tesserati un silenzio stampa verso Sky. A confermare indirettamente l'indiscrezione della "Gazzetta dello Sport", secondo la quale il massimo organismo europeo avrebbe respinto il Voluntary Agreement presentato dalla società rossonera, è lo stesso Milan che sul proprio sito informa che ha già pronto un piano bis: «Arrivano importanti segnali mediatici sul Voluntary Agreement in attesa del pronunciamento ufficiale e definitivo dell'Uefa. Il Milan ha sempre dichiarato di essere pronto ad affrontare l'altra faccia della medaglia e cioè il Settlement Agreement».

Già una nota dell'Uefa aveva tentato di bloccare la fuga di notizie, dichiarando che la decisione «non è stata ancora presa» e definendo "infondate" le indiscrezioni apparse sui media. Da Nyon, l'ufficio stampa Uefa ricorda inoltre che «la commissione per il controllo finanziario dei club si riunirà venerdì per discutere la richiesta di Voluntary Agreement e la decisione è attesa per la settimana prossima». Il Milan è stata la prima società a chiedere l'adesione al Voluntary Agreement, novità dell'Uefa in tema di fair play finanziario. In pratica, si tratta di una richiesta di un'apertura di credito presentando un business plan pluriennale che impegna la società a rientrare in determinati parametri. Prima dell'ingresso in Lega, il dg del Milan Fassone ha parlato con toni di resa: «La commissione ha fatto richieste oggettivamente impossibili non solo per il Milan. Abbiamo integrato i documenti e auspico che si riesca ad arrivare al voluntary, poi rispetteremo le decisioni. Questo sarebbe un accordo per non avere sanzioni nel breve. Non c'è ottimismo». Nell'ultimo triennio, il passivo del Milan ammonta a 255 milioni. Troppi, forse, per convincere l'Uefa.