In pratica, Ranieri non ci dorme la notte. L'ha confessato amabilmente ieri durante la conferenza stampa, quando ha detto che pensa alla Roma 25 ore al giorno. Chissà in quanti, come lui, immaginano ogni giorno di svoltare la formazione buona buttando giù su un fogliettino improvvisato la squadra giusta, spinti dall'ultima folgorazione, ecco l'undici che ti sembra il più adatto per uscire da questo ennesimo vicolo cieco. È capitato tante volte anche a Di Francesco, che infatti nel corso della stagione ha alternato diversi sistemi di gioco e quasi tutti i calciatori, tranne Coric; e ora sta succedendo anche a Ranieri, che anche stasera presenterà un altro modulo diverso, e farà giocare altri calciatori, tranne Coric. In pratica, Coric fuori dai titolari è l'unica costante della Roma di questa stagione, con buona pace di chi, come chi scrive, aveva maturato l'idea nei lunghi giorni di ritiro americano che il croato sarebbe diventato presto uno dei padroni del centrocampo della Roma, forse perché sembrava l'unico in grado di mostrare un passo più svelto rispetto a tutti gli altri. E invece evidentemente il ragazzino della Dinamo Zagabria non è buono come sembrava, e i tifosi continuano ad impazzire dietro gli elefantiaci movimenti di Cristante e Nzonzi.

Di Pastore, poi, meglio non parlare. Anche lui è tornato nell'elenco dei convocati, dopo la diplomatica sparizione successiva alla lite con il vecchio allenatore nel corso del derby. Ma pensare che possa giocare dall'inizio una partita delicata come è diventato questa Roma-Fiorentina è esercizio troppo fantasioso. L'ultima volte che el flaco è stato titolare è stato proprio contro i viola, al Franchi, lo scorso 30 gennaio, per la sconfitta più mortificante dell'anno. E l'ultima volte che s'è visto in campo è stato contro la Lazio, per la seconda sconfitta più mortificante dell'anno. Va bene così. Ci sarà invece Zaniolo che del moro argentino è stato il miglior surrogato. Passati i mal di pancia, oggi il talento di Massa è pronto a riprendersi qualche responsabilità, probabilmente mezzala sinistra nel centrocampo a tre ridisegnato dall'allenatore. Davanti la botta presa da Dzeko sembra favorire l'impiego di Schick come centravanti, con ai lati due frecce come Ünder e Kluivert. E a loro sarà chiesto un certo tipo di sacrificio anche in fase di non possesso, alla ricerca di quegli equilibri che non si trovavano con Di Francesco e mancano anche con Ranieri. Che rispetto al predecessore ragiona in maniera molto diversa («che motivo c'è di cominciare ogni manovra dal basso?», si è chiesto ieri, rinnegando uno dei principi a cui Di Francesco era più legato), ma che non riesce neanche a trasmettere l'anima difensivista che in altre piazze lo ha portato al successo. E chissà stasera che Roma vedremo. La certezza è una sola: Coric non ci sarà.