L'elogio della sconfitta. Ci rendiamo conto perfettamente di quali perplesse (eufemismo) reazioni possano esserci a una riflessione di questo tipo. Ma fate conto di stare per leggere, se ne avrete la bontà, il pensiero di un deviato mentale, uno che quando la Roma perde fa esercizi di alpinismo sugli specchi che neppure Reinhold Messner. In questa occasione, peraltro, non c'è neppure bisogno di cercarlo uno specchio. Seguiteci nel ragionamento (si fa per dire) e non è escluso che possiate essere d'accordo. Dunque, la Roma perde al Wanda Metropolitano, non centrando con un turno di anticipo la qualificazione per gli ottavi di finale di Champions League. Un traguardo, è bene ricordarlo, che al momento dei sorteggi tutti avevano pronosticato più o meno come ai limiti dell'impossibile, Chelsea e Atletico Madrid le favorite, la Roma terzo incomodo. Ecco, il terzo incomodo ha ribaltato pronostici e tendenze, presentandosi a Madrid addirittura con la possibilità di brindare alla qualificazione con novanta minuti d'anticipo. Un'impresa, se ci pensate bene. Ma visto che la Roma non è riuscita a completare l'opera, è stato meglio perdere. Perché una volta preso atto della sconfitta, aver dato la possibilità agli spagnoli di poter ancora pensare alla qualificazione, come conseguenza ha che la sfida tra gli spagnoli e il Chelsea a Londra, sarà una partita vera con i discepoli di Simeone obbligati a vincere per poter sperare. Nel caso contrario, i colchoneros si sarebbero presentati a Londra con le ciabatte da mare e una formazione di riserve, cioè con il ruolo di vittima sacrificale. E questo per la Roma avrebbe voluto dire non poter più neppure sognare la conquista di quel primo posto del girone che una certa differenza la fa (basta guardare le classifiche dei gironi per rendersene conto).

Fermo restando che poi tutto questo dipenderà dalla Roma. Nel senso che per arrivare primi sarà imprescindibile battere il Qarabag, altrimenti qualsiasi altro ragionamento andrebbe a farsi friggere. Ora, lasciandoci andare alla follia, questa ci suggerisce, addirittura, di non fare troppo presto gol agli azeri. Perché se a Londra dovessero arrivare notizie di una Roma facilmente in vantaggio con il Qarabag, il rischio sarebbe che gli spagnoli mollerebbero, lasciando campo libero alla voglia di vittoria della squadra di Antonio Conte. Insomma, ci rendiamo conto, di essere andati oltre pure l'inimagginabile, ma tutto sommato il ragionamento non è che sia poi così campato in aria. Il primo posto conta. Arrivare secondi, vorrebbe dire un sorteggio con Barcellona, Manchester City, Psg, Tottenham, probabilmente Manchester United e Liverpool. Non rimarrebbe che il Besiktas per un accoppiamento gradito. E visti i precedenti, pensare che possa toccare alla Roma, è un esercizio di ottimismo ai confini della realtà. Ora però devo lasciarvi. Sono arrivati due signori con una camicia che si infila al contrario. Hanno detto che ho bisogno d'aiuto. Temo abbiano ragione.