Sono contrario al maxischermo in piazza. Sono contrario al maxischermo all'Olimpico. Sono favorevole al vivo di Tirana per i fortunati e sono favorevole alla partita in casa di amici sul divano o per terra. Sono favorevole alla visione televisiva in piccoli o grandi gruppi ma con una severa selezione: solo i tifosi con la mente avida pronta ad accogliere i nostri giocatori in campo come si deve perché la Roma "ci fa sentire amici anche se non ci conosciamo". Niente nemici. Invito strettamente riservato. Niente "appassionati di calcio" di quelli che sono di un'altra squadra ma tifano per un'italiana, quelli che ci sono problemi più grandi (lo sappiamo ma si vive di tante cose), quelli che simpatizzano, quelli che vengono solo per cucinare, quelli che si prestano durante il gioco ad aprire la porta di casa o rispondere al telefono, quelli che durante l'intervallo si mettono a parlare della ragazza che non ne vuole più sapere o della moglie che è partita per le Canarie con un amico. L'intervallo tra il primo e il secondo tempo è fatto per riposare. Rifiatano i giocatori e si rilassano i tifosi in attesa della ripresa. Invito strettamente riservato, mi raccomando.

In piazza con il maxischermo o all'Olimpico senza giocatori viene chiunque e si rompe la magia della visione. Ringraziamo i politici e gli amministratori che propongono il maxischermo forse spinti da un vento vagamente populista, ma evitiamo quelle strane tribù che raggiungono la piazza e facciamo ordine al caos delle devianze. O a Tirana o a casa, non c'è altro. Superstizione? No, noi siamo superiori, non crediamo alle credenze di natura irrazionale. Non vogliamo i maxischermi perché inquinano la fede giallorossa. La superstizione è una sciocchezza. Essere superstiziosi è da ignoranti, diceva il grande Eduardo. Ma aggiungeva: non esserlo porta male. Vogliamo ancora mettere i maxischermi?