C'è un collega, ma soprattutto un amico, che alla vigilia delle partite della Roma, mi, ci dice sempre: dammi i tre punti e non chiedermi altro. Si può pure condividere, soprattutto quando i tre punti arrivano. Ma in assoluto non può essere sufficiente. Nel senso che qualche volta i tre punti non arrivano perché giochi male, con sufficienza, con la testa da qualche altra parte, con la presunzione di sentirsi superiori, cosa che non puoi mai fare, anche se di fronte hai il Frosinone.

E la Roma di ieri sera, per l'ennesima volta in questa stagione, è stata tutto quello che abbiamo appena scritto. Inguardabile per venticinque minuti quasi facesse un piacere a giocare la partita, errori da mani nei capelli per non dire di peggio, il Frosinone che va in vantaggio e sfiora pure il secondo. Poi sono stati sufficienti settantadue secondi a ribaltare, complice uno Dzeko campione. Quindi di nuovo quel senso di superiorità mai supportato da un gioco che garantisca la transizione difensiva, un po' di più quella offensiva, in ogni caso figurarsi il controllo della partita.

È un problema dall'inizio della stagione con Di Francesco che è passato da un modulo all'altro senza riuscire mai a trovare il bandolo della matassa. Forse perché la matassa non c'è. Ovvero questa Roma, come la giri la giri, è difficile da mettere in campo con gli equilibri tattici necessari per definirsi una squadra. Cosa che la Roma non è mai stata in questa stagione. È un dato di fatto. Ed è il caso che se ne prenda coscienza anche nello staff tecnico. Il calcio di Di Francesco con questa rosa non si può fare, soprattutto se si ha una fase difensiva in cui non ti puoi mai permettere di lasciare i tuoi difensori uno contro uno contro qualsiasi avversario, Ciano o Ronaldo non fa differenza.

E la prossima sarà il derby. Correre del tutto ai ripari è impossibile, ma pensare di poter essere diversi si può. A cominciare dalla partita con la squadra di Simone Inzaghi. Da affrontare fregandosene del fatto che quattro giorni ci sarà il Porto. Di Francesco faccia delle scelte nette. Nella consapevolezza che, pure se non perfetta, questa Roma vale di più di quello che ci ha fatto vedere. Anche ieri sera a Frosinone.