Divieto di trasferte, pasticciaccio brutto
Tre uscite in una settimana, ancora col divieto per i residenti a Roma e provincia. Fra una coreografia negata e un settore aperto solo in EL (ma non per i romani), regna la confusione
(MANCINI)
No. Forse. Sicuramente no. Ma forse, dai. E invece no (il sì è sempre stato poco contemplato). L’ultimo dispositivo del Ministero dell’Interno, reso noto martedì, ha troncato ogni possibile ipotesi: divieto di trasferta per i residenti a Roma e provincia confermato anche per la sfida di Europa League contro il Bologna. La terza nel giro di una settimana, che i giallorossi apriranno a Genova opposti alla squadra di De Rossi e chiuderanno nella tana del Como. Con la gara d’andata valida per gli ottavi di finale della competizione europea, in programma appunto al Dall’Ara giovedì 12, in mezzo ai due impegni di campionato. Un torneo differente quello continentale, che a rigor di logica avrebbe dovuto rispondere a regole diverse: se Mancini e compagni fossero stati abbinati a una qualsiasi delle altre 14 squadre in lizza, i tifosi romanisti avrebbero potuto seguirli senza alcuna limitazione.
Ma su suolo italiano decidono le autorità nazionali, potrebbe essere la facile obiezione. Facile come insensata, però: il divieto nasce in seguito a scontri in autostrada, dopo un incrocio con una tifoseria rivale. Eventualità non così rara nei fine settimana di campionato; impossibile però in coppa con le (poche) italiane ancora in corsa e impegnate in casa. Peraltro non esiste alcun divieto di spostamento lungo la rete stradale (e ci mancherebbe), quindi in linea teorica tutto potrebbe accadere. A Bologna quantomeno sarà aperto il settore ospiti, in modo da raggruppare i romanisti provenienti dalle varie parti d’Italia (sempre tranne Roma e provincia) in uno spazio ben delimitato, senza rischiose commistioni con i tifosi avversari. Mentre per il momento resta ferma la chiusura dei settori del Ferraris e del Sinigaglia, dove potranno accedere sì alcuni romanisti, purché muniti di tessera di fidelizzazione e residenti lontano dalla Capitale e dintorni. Alla faccia delle discriminazioni territoriali, spesso utilizzate proprio dai cosiddetti organi di controllo per emanare provvedimenti restrittivi di ogni più elementare libertà personale. Ennesima crepa del teorema sulla sicurezza garantita dai divieti indiscriminati. Divieti che non toccheranno i tifosi bolognesi nel ritorno della gara europea all’Olimpico, giovedì 19: giustamente, dal punto di vista morale e del diritto; ma creando un netto squilibrio e rafforzando la sensazione di accanimento nei confronti dei romanisti. La stessa coreografia preparata per la Juventus, dopo aver passato ogni vaglio possibile, è stata bloccata dalla questura. Coercizione, punizione e confusione sembrano essere le linee guida. Ingredienti per un pasticciaccio brutto a via Merulana e dintorni.
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