Quando è arrivata la notizia d'agenzia abbiamo pensato che fosse una boutade, o almeno una delle tante dichiarazioni decontestualizzate che sembrano fatte apposta per essere smentite: il presidente della Lega Calcio Gaetano Miccichè, stimato banchiere (…) prestato al calcio, in un'intervista alla trasmissione della Rai "Radio Anch'io lo sport", rispondendo a una domanda del giornalista Filippo Corsini sull'appeal del nostro calcio sotto la tirannia juventina ha detto, testuali parole: «L'alternanza certamente è sempre una virtù, in qualunque settore. Io l'ho già detto che sono convinto che dovranno tornare protagoniste le due milanesi nella lotta per lo scudetto, senza nulla togliere a Roma e Napoli, che hanno reso dura la vita alla Juve nelle ultime stagioni».

Secco. Tutta farina del suo sacco. Senza alcuna domanda "introduttiva". Lo abbiamo riascoltato con le nostre orecchie, sul podcast messo a disposizione sul sito. E allora, che c'è di strano? C'è che non abbiamo alcuna intenzione di rivendicare antichi sapori decisamente sgradevoli che per intere stagioni hanno insozzato il nostro calcio, almeno fino all'intervento di alcuni benemeriti magistrati che hanno semplicemente ascoltato ciò che i capibastone dell'epoca – oggi ridotte a patetiche figure che si dimenano accusando gli altri di tutte le loro malefatte, e poi magari si chiedono perché nessuno li sta più ad ascoltare - si dicevano tra di loro.

L'errore di Gaetano Micciché è di ben altra natura e forse per molti non è neanche un errore. Anzi, chissà se oggi i giornali main stream si indigneranno per questo. Ma un presidente della Lega calcio che "caldeggi" il rientro ad altissimi livelli di due club (non per ragioni di tifo, quasi quasi lo avremmo capito, e neanche perché i proprietari di Milan e Inter oggi siano potenti da riverire) dimenticando tutti gli altri («senza nulla togliere a Napoli e Roma», e ci mancherebbe altro) ha un solo pensiero in testa: i ricavi economici del campionato che la Lega organizza.

E nella sua testa solo la vecchia Milano che ride potrebbe farli rifiorire. E invece se il baraccone sta ancora in piedi è per un altro motivo: per la passione che anima tutti quelli che non s'arrendono, resistono a pesanti sconfitte o a mancate campagne acquisti, e al massimo voltano le spalle al loro amore, magari sbirciando all'indietro di tanto in tanto. Il campionato tornerà ad essere interessante, caro banchiere Micciché, quando altre società potranno organizzarsi come finora è stato permesso di fare alla Juventus. La Roma aspetta da 2.562 giorni di poter fare il suo stadio e ancora oggi ad ogni "sì" è stato poi frapposto un "però". Si occupi anche di questo. Poi se a parità di strutture i presidenti di Milan e Inter saranno più bravi degli altri allora torneranno ai vertici del calcio italiano. Altrimenti ci vedremo qualcun altro. Farà un bell'effetto lo stesso, persino sui conti della Lega che tanto le stanno a cuore.