I segnali di cui ha parlato Di Francesco nella conferenza stampa di ieri li hanno colti anche i tifosi, gli osservatori, gli studiosi della Roma. A un certo punto della stagione era diventato davvero troppo facile affrontare questa squadra: se pensiamo almeno a certe cicliche partite, vedevamo avversari forti che facevano gli spavaldi e magari riuscivano ad aver la meglio alzando i ritmi e pressando fino a Olsen, poi quelli più scarsi che aspettavano bassi senza neanche soffrir troppo e comunque appena volevano mettevano una palla sopra le teste dei difensori romanisti e mandavano l'attaccante più veloce a raccoglierla. Qualche episodio negativo condizionava poi tutta la partita, in campo il nervosismo sovrastava ogni altro residuo pensiero positivo e la Roma pareggiava le gare che pensava di poter vincere facilmente e perdeva quella che sperava almeno di poter pareggiare. Cinque sconfitte (più tre in Champions) e sei pareggi, fanno quattordici gare senza vittoria, su ventisei in totale. Una miseria.

Ora qualcosa sembra cambiato innanzitutto nelle prestazioni. L'autorevolezza con cui la Roma ha messo in fila Sassuolo, Parma e Virtus Entella è un fatto nuovo nella stagione. Certo che è poco, come magari è poco camminare per un ex atleta che ha sofferto un brutto infortunio. Ma è comunque l'alba di un nuovo giorno. Ecco, quel Roma-Genoa del 16 dicembre, che non a caso non abbiamo citato nel gruppo di belle partite anche se in qualche modo le ha introdotte, la Roma riprese appena a camminare quando invece sembrava di non essere neanche più in grado di tenersi dritta. E da allora ha ripreso anche a correre, se non vogliamo considerare la battuta d'arresto di Torino con la Juventus che però, e spiace dirlo, quest'anno è una tassa che tutti hanno pagato.

Col Torino nel senso del Torino, invece, e contro un allenatore indubbiamente bravo, ma certo non proprio simpatico, la Roma adesso ha la possibilità di decollare, in un turno di campionato in cui Napoli e Lazio si affrontano tra di loro, il Milan rende visita al Genoa e l'Inter ospita il Sassuolo. Una vittoria può significare molto sia in termini di classifica, sia per rimuovere gli ultimi dubbi che si sono colti anche nella parole dell'allenatore in conferenza stampa. E se però in passato i dubbi venivano in qualche modo confortati dalle prestazioni che non convincevano neanche quando si festeggiava il risultato, stavolta l'aria sembra davvero cambiata. Lo dovranno solo dimostrare sul campo, contro una squadra che farà esattamente quello che ha fatto all'andata (e lì la Roma vinse solo per una prodezza personale di Dzeko) e che hanno fatto tante altre squadre ribalde: resteranno bassi e lanceranno lungo. Ma chissà che stavolta non troveranno un muro e non tante teste smarrite.