Sassuolo United
I "quartopostisti" hanno raccontato per anni che la Champions andava fatta per soldi ed esperienza: eccovela. La nostra Coppa dei Campioni è il campionato. Con Gasperini... Sarà
Vero che la Roma a un certo punto è sparita. Vero che il rigore non c’era. Vero che se non lo dava o se non lo faceva ripetere lo United non rimontava. Vero che però la Roma non ha fatto un tiro nella ripresa. Vero che la Roma quando prende gol ha paura e resta quasi ferma, per un attimo troppo lungo. Vero che era già successo col Real. Vero però che col Real erano stati tre angoli. Vero che preso l’1-2, 30” dopo prendiamo praticamente il 2-2 (il doppio palo). Così come è vero che preso il 2-2 arriva subito il 3-2. Vero che però il 2-2 arriva solo all’83’ e per un errore incredibile di Balerdi. Vero che senza quel liscio la Roma quasi sicuramente non la perdeva e probabilmente la continuava a vincere. Fateci voi qualcosa con queste verità. Sono tutte tali, e non necessariamente si escludono a vicenda.
Io mi prendo solo il dispiacere della sconfitta e lo smisurato orgoglio di essere romanista soprattutto dopo una serata come questa. E al chiacchiericcio fetido online risponde con la Roma raffaellesca del primo tempo. Ho memoria della Roma dal 1979/80 (Pescara-Roma 2-3, primo ricordo nitido) e una Roma così bella, padrona, dominante, solare in una notte d’Europa non me la ricordo. Forse Lione, forse a Madrid col Real. Se ci fosse la possibilità di fermare e fissare dei momenti, fermerei e fisserei quella Roma del primo tempo che disegna traiettorie impercettibili codici di geometrie gasperiniane, mentre dal settore ospiti si sentono solo i nostri. Un incanto. Un dominio. Stavamo dipingendo la notte stellata di van Gogh in 11 + i 3000. Non i cori degli angeli, ma quelli degli Ultrà mentre in campo la Roma si librava su tutto. Mi prendo il dispiacere che tutto questo ieri è stato sommerso da fregnacce come “questa Roma non ha palle” (!!!) o “questa Roma non ti fa sognare”: eravamo noi il sogno. Ci siamo dentro. Da 21 partite solo 2 ko e col Real e il Manchester, in questo modo, giocando senza 3 dei nostri Fantastici 4. Mai domi con l’Inter, o al San Paolo rimontando noi 3 volte, così come con l’Atalanta, 2 volte nel recupero, e mai domi a Como in 10 contro l’11 di quello che la stampa mainstream considera il nuovo guru del pallone. Mi tengo questa Roma punk di Gasperini, che col terzo portiere è andata a dominare gli inglesi (spero retrocedano). A me dispiace per Vasquez e per quella favola vera cancellata per una proiezione in moviola. A me dispiace solo non aver battuto quelli e in casa loro dopo aver dato loro una lezione, in campo e fuori. Mi urta. Tanto. Della Champions in assoluto, del passaggio o meno, me ne frega relativamente, io penso al Sassuolo. Al campionato. Alla Coppa Italia. Alla necessità di vincere. I “quartopostisti”, che non ho mai sopportato, mi hanno raccontato per anni che la Champions andava fatta per i soldi e per esperienza: eccovela signori, tutto quello che è mancato alla Roma col Real e col Manchester è la Champions stessa. Adesso ce l’abbiamo, ma abbiamo una Roma talmente bella che è più forte di tutte le stronzate che gli vengono vomitate addosso. Solo il Real e il Manchester ci hanno battuto, e lo hanno fatto immeritatamente, soffrendo, gioendo come l’Ascoli che va a fare risultato a San Siro, all’ultimo minuto. Testa al Sassuolo United, perché la nostra Champions è quella tricolore, quella che dobbiamo prendere come una volta si prendeva la Coppa dei Campioni. Sarà.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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