Attacca senza tregua
Oggi non sarà facile. Real, Como o Cagliari per la Roma è la stessa cosa. Quello di Gasperini è romanismo in forma tattica
(GETTY IMAGES)
Spero che abbia ragione chi pensa che stasera sarà facile, spero però che la squadra non pensi la stessa cosa. In verità non si tratta di speranza, con questa Roma di Gasperini una certezza ce l’abbiamo: c’è. In campo e, forse, pure sui muri dell’autostrada.
Entra e resta concentrata, famelica, attenta, organizzata, non molla mai per davvero, spesso lo fa persino più di chi la guarda. Dopo il 2-2 dell’Inter all’Olimpico speravo finisse subito la partita, per la paura di perderla, invece la Roma ha provato di nuovo a vincerla. Sabato al Maradona dopo il 3-2 ci credevano solo undici ragazzi con la maglia della Roma in campo + quelli che stavano in panchina. Questa è l’unica cosa che un tifoso può pretendere dalla propria squadra: impegno. Lavoro. Lavoro. E poi lavoro. Che qualcuno benedica il giorno che Gian Piero Gasperini ha scelto di venire alla Roma.
Ecco, è solo con queste premesse che dobbiamo scendere in campo stasera, ogni volta e sempre, e come finora abbiamo fatto. Vincere è una conseguenza di questo atteggiamento. Fra l’atro col Cagliari, in Sardegna però, l’anno scorso abbiamo perso e forse è stata una di quelle due-tre partite in cui la Roma non ha fatto la Roma (le altre a Udine e in parte a Milano con l’Inter). Ricordiamoci di Folorunsho, pure se adesso sta al Monza, e di Pisacane con Kalinic, quando uscì col collarino in barella per far annullare un gol stra-regolare. Si parla di “vendette” calcistiche e basta, sia chiaro, ma fosse composto pure da undici Nobel per la Pace il Cagliari va battuto.
Stiamoci addosso. Stiamoci dentro. Attaccati alla Roma, alla squadra, la squadra all’avversario, alla palla, lo stadio al campo, il campo alla panchina. Tutti insieme (forza Roma alé).
Oggi, poi a Udine, poi dove sarà (in Italia, nel Mondo, in Europa...). Lasciamo da parte tabelle, ma non perché portano male, solo perché prima di immaginarle dobbiamo riempirle. Realtà, non speranze. Non distraiamoci con fuochi di pagliuzza in classifica che possono, appunto, dare solo fastidio all’occhio. Non va guardata, va sentita. Va capito il momento. Adesso, se è possibile, è quello di dare se non tutto, di più. Di più che col Como in 10, di più che contro la super Inter annichilita per 45’, di più di sabato col Napoli che aveva appena segnato il 3-2 . Forza Roma. Attacca senza tregua...
Dare tutto. Giocare sempre. Un pezzo alla volta. Un avversario alla volta. Questa piazza non vince uno Scudetto da 25 anni e una Coppa Italia da 18: non le pretenderemo mai come tifosi, ma pretendiamo che la squadra le pretenda. Questa Roma è così. Il gasperinismo è romanismo in forma tattica. Cagliari, United, Udinese, PSG, Brasile 1970 o Spes Artiglio. Alla stessa maniera. Forza Roma. Attacca senza tregua, conquista la vittoria... Orgoglio sei di questa città.
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