Cogito Ergo Sud

Lo stadio ultimo avamposto di verità

La Sud ha omaggiato Mou, il giorno dopo le critiche senza senso: il popolo s'è espresso, i social pure. Scegliete voi se essere un tifoso o un utente, se seguire Totti e Ago o Musk e Zuckerberg

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Tonino Cagnucci
16 Ottobre 2026 - 06:00

Il popolo s’è espresso, i social pure. Se da ragazzino m’avessero detto: “guarda un giorno contesteranno la Sud per un coro fatto a favore di un uomo che ci ha portati a vincere e che ha sempre difeso i romanisti” non l’avrei nemmeno preso in considerazione. Infatti da ragazzino nessuno mi ha mai prospettato una fregnaccia simile. 

Ora questo improbabile futuro distopico è diventato realtà ieri: sui social, in qualche radio, sui gruppi whatsapp che ormai arrivano a tutti (“molte volte inoltrato”) oltre a rompere l’anima a Gasp (ma come si fa?), alla Roma (ma come si fa?) la critica dominante era alla Sud perché ha fatto un coro - uno - con coreografia annessa per José Mourinho (lalalalalala) al 10’. Mille altre volte è successo di “onorare” ex meritevoli durante la partita, ma nessuno ha mai detto niente. Ieri (al netto di chi lo fa invece in buona fede) sì, perché quell’ex è Mourinho e dà fastidio. Dà fastidio perché è esattamente spocchioso come quel popolo che lo ha eletto a suo simbolo. È divisivo Mourinho, ma per gli altri, non per i romanisti che hanno mostrato per l’ennesima volta da che parte stanno. 

Questo Roma-Real per me va alla storia perché mai come stavolta si è vista tutta la differenza fra uno stadio reale, che si vive, e uno virtuale, che si “scrive”. Mercoledì è stata una notte romanista. Chi è stato allo stadio è rimasto spezzato alla fine, ma se ne è andato fiero, fiero, fiero, per la Roma che ha visto e per lo stadio che è riuscito a vivere. L’inno, coi tifosi del Real col telefono a bocca aperta, la curva che confeziona la coreografia  e che ha cura di dedicarla tutta esclusivamente alla sua Roma, proprio perché dopo 8 anni si torna a giocare in queste notti: Roma mia entri e vedi solo amor per te. Poi, solo poi, l’omaggio a un uomo che ha pianto per la Roma, che ha fatto vincere la Roma, che ha tatuato sulla pelle quello che ha vinto con la Roma, che dovunque e sempre dice che i tifosi della Roma sono speciali, che nessun posto è come Roma, che si commuove, non si scompone mai (nemmeno per due Var contrari) alza un ditino soltanto alla fine da “avversario” quale era (io speravo in un suo esonero dopo la partita, perché avrebbe significato una goleada della Roma) che si porta la mano al cuore e manda un bacio alla Sud. E si sa, c’è chi guarda il dito e chi il bacio alla luna. Roma ama la Roma. Roma ama la Roma di Gasperini. Roma ama Mourinho. Roma ama la Roma in ogni sua espressione. 

Questa notte di coppe e di campioni credo sia servita non solo a fare vedere quanto siamo belli, in campo e fuori, ma a capire che i social non valgono proprio niente quando si parla di verità di sentimento. Il popolo ha parlato, i social pure. Ora sta a voi scegliere se essere tifoso o utente, un ultrà o un algoritmo, se seguire Totti e  Di Bartolomei oppure Zuckerberg e Musk.

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