Cogito Ergo Sud

Forza Roma

Notte di sogni, di coppe e di campioni. Sono più di 40 anni che siamo in fila al botteghino per rigiocare quella partita

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Tonino Cagnucci
14 Ottobre 2026 - 06:00

Di Mourinho ne abbiamo già scritto, ora basta. Ma non perché c’è la Roma: la Roma c’è sempre e non è in contrapposizione con un saluto ad uno che l’ha onorata, persino amata. Piuttosto perché l’emozione che qualcuno proverà stasera sarà così speciale da non sprecare in anticipo parole, che saranno inutili anche quando arriveranno per forza in ritardo. Poi, proprio perché definibile anche mourinhano, è ovvio che spero di strabatterlo stasera - possibilmente mille a zero davvero - cosa che vorrà fare ovviamente pure lui. Lo ha ovviamente detto: nemici mai, ma avversari ovviamente. In un mondo di Fabregas, io sarò sempre dalla parte di Mou. E di Gasperini. Di chi rosica. Di chi non ci sta. Di chi si schiera. Di chi prende parte e si sbilancia. Di chi ha a cuore le cose. Di chi dà tutto, anche senza ritorno. Dei romanisti. 

Da romanista, poi, questa specifica nemmeno la faccio: chi ha bisogno di dire che “per me conta la Roma, non salutare Mourinho” credo che così tanto della Roma non lo sia, perché solo lui vede un dubbio che non ci può mai essere su una questione simile: non ci potrà mai essere una contrapposizione con chi ci ha fatto vincere, con chi ci ha rappresentato, ci ha difeso, ricordato. Mettetevi l’anima in pace, voi innamorati del bel giuoco o di profondissimi discorsi che vogliono insegnarci la vita sull’essenza romanista (salvo detestare chi ci ha fatto piangere di gioia) o di presunta etica mai applicata: José Mourinho è storia della Roma. Ricordandovi che laziali, milanisti, juventini, napoletani, forse pure qualche interista ingelosito (ma come fa a preferire una Conference al Triplete!? Perché parla sempre e solo dei tifosi della Roma?) lo detestano. 
Dall’altra parte c’è solo l’AS Roma e questo è ovvio, scolpito una volta e per sempre dalla Sud sulla Curva Sud (chissà oggi che dirà di Mou...) e c’è questa notte che molti aspettano da quasi 8 anni. Gasp con orgoglio ha detto che ci ha portato lui qui, ed è vero (così come la sua punta di gelosia nei confronti di Mou, un po’ come la fidanzata con l’ex). Gasp è giusto per noi anche per questo, anche perché in questo somiglia a Mou (sono nati lo stesso giorno e sono finiti ad allenare questa squadra che non è solo una squadra, qualcosa pur vorrà dire): vuole vincere. E non sarà nemmeno un caso che l’ultima volta che Mourinho ha allenato la Roma all’Olimpico ha giocato contro Gasperini; e che la Roma che sono 7 anni che aspetta la Champions, tornò in Champions nel 2001 dopo 17 anni ricominciando proprio da Real Madrid. Casi. Sincronie. Storie. Notti. Quelli di sogni, di coppe e di campioni, questo è. Il primo passo per tornare a mettersi in fila al botteghino, in attesa di rigiocare una partita che aspettiamo da una notte di fine maggio del millenovecentottantaquattro.

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