Visto che i sentimenti in ballo sono grandi, scriviamola grossa: forse nemmeno come dopo la partita col Liverpool uno si è sentito così strano. Non male, strano. Stranito. Spaesato. Solo. Dico dopo Roma-Inter seconda giornata del campionato 1999-2000, prima in casa della stagione. Poco prima di quello 0-0 (ricordo Gresko di quel giorno anche se Gresko non c'era, a parte la fine del mondo) c'era stata la cacciata del Commando dal posto di comando della Curva Sud. Già a leggerlo suona strano. A viverlo peggio. Era la fine. Era qualcosa talmente improbabile e improponibile che nemmeno la temevi, non era nelle cose. Come non c'è più il Commando Ultrà? Che vor dì? Come po' esse? Che state a di'? Che avete fatto? Quando ritorna? Perché tanto ritorna, no? Mica ci può essere la Roma senza il Commando Ultrà? Senza i tamburi? Senza tutto il colore, i fumogeni, i bandieroni? Ovviamente sì, la Roma c'era prima del 1977, ci sarà dopo chiunque (giocatore, presidente, gruppo o storia che sia) ma per quelli della mia generazione non poteva essere così.

Il Commando Ultrà era una cosa che semplicemente c'era sempre stata. Ed era meravigliosa. La cosa strana è che anche per chi non lo aveva vissuto era ed è una cosa simile, quindi non è solo un fatto di generazione, di aver avuto gli anni giusti, il culo di aver vissuto Falcao e la curva davvero più bella del mondo quando sei ragazzino: era proprio magia. "La Roma è magia la Sud è una follia...". Era questo. Odori d'arancio, fumogeni e sigarette da stadio. Era UR scritto dovunque in ogni attesa, su ogni banco e qualche muro. Ne ho scritto troppo. Oggi sono 20 anni ed è giusto che a scriverne sia chi il Commando lo ha vissuto da sempre nel suo per sempre: se io sono romanista è per il Cucs e per persone come Ludovica (https://www.ilromanista.eu/news/as-roma/19864/la-fine-del-commando-ultra-se-ventanni-vi-sembran-pochi). Ho imparato da lei Come Un Cuore Sente la Roma. Grazie. Ultrà Roma per sempre.