Gli incroci della memoria tra Roma e Bologna riportano alla mente momenti storici della nostra storia. Momenti che sono scolpiti nei nostri cuori, partite che non possono essere semplicemente come tutte le altre. Soprattutto quando si tratta della prima giornata.

Come il 7 ottobre 1973, esordio casalingo dei giallorossi nel campionato 1973-74. Un debutto che non inizia nel migliore dei modi per la squadra allenata da Scopigno: il Bologna di Pesaola passa in vantaggio nel primo tempo con Ghetti. I giallorossi, reduci da una stagione - quella precedente - a dir poco deludente, chiudono il primo tempo in svantaggio. Ma in avvio di ripresa Pierino Prati, con la specialità della casa, il colpo di testa, ristabilisce la parità.

È una roma giovane, che schiera Peccenini e Rocca, Santarini e Morini, oltre a un diciottenne di belle speranze che si chiama Agostino Di Bartolomei. Ha già esordito in Serie A nella stagione precedente, lanciato da Trebiciani. Quel giorno Scopigno lo schiera titolare e il ragazzo lo ripaga nel migliore dei modi: scambio Morini-Domenghini sulla destra e traversone al centro, dove irrompe proprio Ago, che con un bellissimo tiro al volo trafigge Battara per il 2-1 che regala i due punti alla Roma.

È l'inizio di un'epopea e di una storia d'amore tra colui che sarà il Capitano e la sua gente; una storia d'amore destinata a culminare con la conquista dello Scudetto e con la cavalcata nella successiva Coppa dei Campioni, purtroppo terminata ai calci di rigore in finale.

Buona la prima

Ventisette anni più tardi, in un Olimpico diverso (di mezzo ci sono stati i Mondiali del 1990), la Roma guidata in panchina da Capello e in campo da Totti inizia il campionato 2000-01. È il primo ottobre e i giallorossi, reduci dalla cocente eliminazione in Coppa Italia con l'Atalanta, sono stati duramente contestati dai tifosi a Trigoria.

C'è voglia di riscatto, quel pomeriggio, ma il primo tempo è una vera e propria sofferenza: Antonioli, ex di turno, è chiamato a compiere un miracolo dopo l'altro per tenere a galla la Roma. Il pubblico bisbiglia spazientito, il primo tempo sembra destinato a concludersi senza gol. Quando ecco che, a ridosso dell'intervallo, Cafu conquista una punizione sulla destra: della battuta si incarica Assunçao, che pennella il pallone nell'area di rigore avversaria. Di testa la prende Totti, nonostante la trattenuta di un avversario: il Dieci non ha neanche bisogno di staccare, solo di indirizzare il pallone in porta.

È il vantaggio, che permette alla squadra di andare al riposo con maggiore tranquillità: nella ripresa arriva anche il raddoppio. Fuga del solito, infaticabile Cafu, cross in mezzo dove Castellini anticipa Pagliuca e devia verso la porta; Batistuta corre e si allunga nel tentativo di firmare il suo primo gol in campionato, ma il pallone finisce dentro senza che l'argentino lo tocchi. Finisce 2-0 contro gli uomini di Guidolin: è il primo, fondamentale passo verso lo Scudetto, il terzo della nostra storia.